19 Aprile 2019

Mondragone, ritorna l’incubo del lancio dei sassi

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Mondragone. Ritorna l’incubo dei sassi gettati sia dai ponti che dai palazzi.

Tornano i delinquenti che si divertono a lanciare sassi. Una “moda” che sembrava essere passata da qualche anno, ma che evidentemente trova ancora “adepti” pronti a fare sciocchezze che possono anche costare vite umane. Per fortuna è andata (relativamente) bene. Purtroppo, come dicevamo, è tornata la moda che terrorizzò gli anni ’90. I responsabili sono ragazzi che muniti di fionde lanciano sassi dal primo piano di un palazzo sulla domiziana nei pressi dei palazzi Cirio verso macchine e camion che transitano e anche alle persone che devono stare attente. Adesso dovranno rispondere dei loro gesti, insieme agli ignari genitori. Per fortuna la Polizia Municipale di Mondragone è intervenuta ed ha sequestrato alcune fionde in loro possesso. La stessa Polizia vigila l’area per evitare ulteriori danni a persone o cose. Intanto questi episodi hanno fatto tornare la paura. In quest’ultimo periodo i cittadini di Mondragone devono preoccuparsi anche di questi ragazzi che di “divertono” a lanciare sassi nei confronti di chi transita sulla Domiziana. Questi lanci di pietre contro le vetture in corsa continuano a rappresentare un fenomeno non isolato, anche se in lieve diminuzione. Questi comportamenti comunque dovrebbero far riflettere. Il lancio di sassi è una piaga che coinvolge sempre più spesso minori: per noia, per incoscienza, per una bravata. Bisogna stare attenti a questa stupida e mortale moda che ciclicamente ritorna. Ricordiamo che la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. 5436/2005) ha stabilito che costituisce tentativo di omicidio il lancio di sassi da un cavalcavia sulla strada sottostante. I Giudici della Corte hanno infatti osservato che “tale azione, seppure non diretta, in ipotesi, a colpire singoli autoveicoli, è idonea, per la non facile avvisabilità degli oggetti che cadono all’improvviso dall’alto o che comunque siano già giunti al suolo sulla carreggiata mentre i conducenti sono intenti ad osservare le macchine che precedono e seguono e per la consistente velocità tenuta generalmente dai conducenti in autostrada, a creare il concreto pericolo di incidenti stradali, anche mortali, al cui verificarsi, quindi, sotto il profilo soggettivo, deve intendersi diretta la volontà dell’agente.

Alfonso Attanasio

 

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