22 Maggio 2019

Amministrazione Comunale, tre esempi di operato che fanno pensare

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Perché sosteniamo che Pacifico è sempre più ai limiti della legittimità

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

Sono mesi che evidenziamo l’agire ai limiti della legittimità, se non addirittura in contrasto con la legge, da parte dell’Amministrazione Pacifico. E spesso veniamo tacciati di esagerare, di confondere la legittima discrezionalità con l’illegalità. Eppure, non siamo di quelli che un tempo esibivano mani pulite, non siamo giustizialisti e continuiamo a ritenere che “chi fa” può sbagliare. Ma allo stesso tempo riteniamo che sia un obbligo emendarsi di fronte ad incontestabili evidenze. Facciamo 3 esempi, tra i tanti. Il primo. Nei giorni scorsi su alcuni giornali si poteva leggere questa notizia: “Parte la corsa per il rinnovo di Partecipate e Enti del Comune di Milano. Palazzo Marino ha pubblicato il bando per la ricerca di nuovi consiglieri e presidenti (più revisori di conti e membri del collegio sindacale) per 21 Società. Si tratta in tutto di 54 posizioni, di nomina comunale. Ovviamente il bando serve a garantire la trasparenza delle autocandidature, oltre che per mettere in evidenza competenze e esperienza”. E così si fa in tutti i comuni per la nomina dei propri rappresentanti in enti e società (in questa circostanza ci asteniamo da valutazioni in ordine a società ed enti ai quali partecipa il nostro comune, che – ad avviso dell’AMBC – andrebbero superati a piè pari). Perché Pacifico, che aveva promesso a nome del Patto Civico, in campagna elettorale e nel programma, trasparenza, pari opportunità e la fine del clientelismo, per le nomine alla FARCOM o al Consorzio per l’Area di Sviluppo industriale (per citare solo due casi) non ha agito così? Perché ha continuato a nominare gli “amici degli amici” e ad usare queste poltrone, in simbiosi col suo mentore, per “inglobar trattando”, ovvero per accontentare trombati, consiglieri in carica che aspiravano a ben altro e via dicendo? Un cazzotto alla meritocrazia! Pacifico ha agito senza alcuna trasparenza, in totale assenza di pari opportunità per tutti i cittadini interessati e forse anche in assenza di istruttoria circa incompatibilità ed inconferibilità. E tutto questo sapendo (anche perché lo abbiamo segnalato subito) di agire – e questa è la cosa più grave – in contrasto con una precisa legge, stante l’assenza degli indirizzi per queste nomine da parte del Consiglio comunale, così come prescrive il TUEL. Ma il Prefetto e le altre Autorità leggono i giornali? Hanno avuto tempo di leggere almeno le segnalazioni dell’AMBC? Secondo esempio. Abbiamo da subito contestato l’adesione all’ASMEZ/ASMEL. Innanzitutto perché non ci piacciono questi consorzi, da sempre forieri di grossi guai. Ma, soprattutto, perché a nostro avviso aderire quando due anni prima la terza sezione del Tar Lazio, con la sentenza n. 2339/2016, aveva già respinto il ricorso dell’Asmel contro la delibera n. 32/2015 con la quale l’ANAC aveva bocciato la centrale di committenza costituita dall’Asmel, ci sembrava andare scientemente contra legem. Per il Tar del Lazio, infatti, Asmel non è riconducibile ad alcuno dei modelli legali di soggetti aggregatori ad oggi riconosciuti; ciò per la presenza nella compagine consortile di un’associazione di diritto privato che resta tale, anche se gli associati sono alcuni comuni. Cari Consiglieri comunali, ma qualcuno vi ha parlato di questa sentenza? Vi ha relazionato su quanto sostenuto dall’ANAC? Anche perché la cosa sul territorio non passò del tutto inosservata. Bisogna dare atto che almeno su questa vicenda il leader della minoranza consiliare, Giovanni Schiappa, è stato puntuale e pubblico nel suo dissenso (per correttezza occorre dire anche che l’Asmel ha deciso di difendere in tutte le sedi, compresa la Corte di giustizia Ue, le proprie scelte associative e ha presentato appello al Consiglio di Stato, chiedendo il rinvio pregiudiziale previsto dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Richiesta che è stata accolta dai giudici di Palazzo Spada, i quali hanno sottoposto alla Corte Ue tre quesiti circa la conformità con il diritto comunitario della normativa italiana. Vedremo come andrà a finire). Terzo esempio. Sulla gestione dei servizi cimiteriali a domanda individuale e sullo scandalo di inaudita gravità dovuto al fatto che non si sa chi gestisce questi servizi (certamente non il comune) avevamo presentato accesso agli atti (anche per accontentare l’assessore Piazza). Ma, trascorsi 30 giorni come prescrive la legge, dal comune non si è avuto alcun riscontro. Abbiamo quindi inoltrato istanza di riesame al responsabile della trasparenza, che – a norma di legge – avrebbe dovuto consentirci l’accesso entro i successivi 20 giorni. Ma anche questi ulteriori 20 giorni sono trascorsi invano. Dal comune nessun cenno. Procederemo con le denunce del caso e con le dovute iniziative consequenziali. Questi 3 esempi (ma potremmo farne tanti altri) dimostrano che la deriva di illegittimità che denunciamo è inconfutabile!

fonte: mondragone.benecomune@gmail.com

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Associazione Mondragone Bene Comune Referente Gianni Pagliaro contatti: giannipagliaro@gmail.com

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