19 Aprile 2019

Di fronte alla nuova emergenza umanitaria, per Pasqua aprite i conventi per accogliere gli immigrati

padre antonio rungi “Di fronte alla nuova emergenza umanitaria, per Pasqua aprite i conventi per accogliere gli immigrati”. E’ il caloroso appello rivolto a tutti i religiosi d’Italia che viene dal teologo morale campano, padre Antonio Rungi, “particolarmente toccato da questa nuova tragedia umanitaria che riguarda i fratelli africani”.

“Aprire i conventi per accogliere gli immigrati assolve a due fondamentali doveri di carità ed opere di misercordia: ero forestiero e mi avete ospitato, ero affamato ed ammalato e mi avete aiuato”. “Carissimi religiosi e religiosi sensibili ai temi sociali e alla carità fatta di opere, abbiamo il dovere morale di non chiudere il cuore e le strutture alle esigenze dei poveri e dei bisognosi sopratutto in questo periodo in cui stanno arrivando sul nostro territorio tante persone che fuggono dalla guerra, dalla fame e dalla povertà. Ci sono tantissime strutture conventuali praticamente vuote o semi vuote con pochi religiose o religiose che vi abitano, perché non  renderle disponibili gratuitamente per questi scopi umanitari di grande nobiltà d’animo. Certo -prosegue padre Rungi- ogni attività di accoglienza deve passare attraverso il rispetto della legge e della normativa civile e canonica, ma è anche vero che per brevi periodi, come quello che si sta vivendo in questo momento in Italia l’accoglienza assicurata ai veri bisognosi  è un modo operativo per concretizzare l’insegnamento che ci viene dal comportamento del Buon Samaritano. Magari potessimo essere davvero tutti più disponibili verso i fratelli che si trovano nel bisogno e mettere a loro disposizione tutto ciò che possiamo dare e fare. Mi auguro che i singoli monasteri d’Italia avvertano questo appello e con i permessi delle autorità religiose e civili aprano i conventi non solo teoricamente, ma praticamente, aggiungendo non solo un posto a tavola, ma anche un letto in più in quei luoghi che possono ospitare ed hanno strutture adeguate e personale adatto. In quei monasteri o strutture di accoglienza già operativi in Italia dovrebbe essere riservati un posto d’onore e speciale per i poveri del luogo ed accoglierli davvero con generosità ed affetto. Il Vangelo della carità esige gesti di solidarietà vera e permanente. Certo non ci fa onore come italiani e paese dalle grande tradizioni di solidaroetà vedere tanti profughi, rifugiati accampati in tende ed organizzati in tendopoli quando con permesso temporaneo di soggiorno potrebbero essere accolti un strutture murarie quali monasteri e conventi abbondonati o semivuoti”.

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contatti: antonio.rungi@tin.it

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