24 febbraio 2018

Giornata della Memoria: nel ricordo di Tullio Levi-Civita

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(da sinistra) Leonida Tonelli, Gino Fano, Guido Fubini, Tullio Levi-Civita, Francesco Severi

Tullio Levi-Civita (Padova, 29 marzo 1873 – Roma, 29 dicembre 1941) è stato un matematico e fisico italiano.

Figlio di Giacomo Levi Civita e Bice Lattes, si laureò presso l’Università degli studi di Padova, dove, fra i suoi insegnanti, vi era Gregorio Ricci-Curbastro, matematico e fisico col quale avrebbe successivamente collaborato nella realizzazione del calcolo tensoriale, che sarebbe stato alla base della teoria della relatività generale einsteiniana. Negli stessi anni, ebbe come docente di meccanica razionale il matematico Ernesto Padova.

Nel 1898, a soli ventiquattro anni, divenne titolare a Padova della cattedra di meccanica razionale, disciplina alla quale diede rilevanti contributi e su cui scrisse un grande trattato in collaborazione con Ugo Amaldi. Nell’aprile del 1914, sposò Libera Trevisani, una sua allieva. Nel 1918, fu nominato presso l’Università degli Studi di Roma “la Sapienza” ordinario prima di analisi superiore, poi di meccanica: anche qui restò per i successivi vent’anni. Nel 1938 fu rimosso dall’ufficio per le discriminazioni razziali (leggi per la difesa della razza) del governo fascista a causa della sua origine ebraica. Pio XI, in spregio alle leggi del regime, lo nominò, permettendogli di avere uno stipendio e di continuare i suoi studi in Italia, membro della prestigiosa Pontificia accademia delle scienze.[1] Morì isolato dal mondo scientifico nel suo appartamento di Roma, nel 1941.

I suoi studi, insieme con Ricci-Curbastro, sul calcolo differenziale assoluto con coordinate, successivamente elaborato in termini geometrici con l’introduzione della derivazione covariante, sono stati un riferimento fondamentale e la base della struttura matematica della teoria della relatività generale di Einstein, che contribuì a diffondere in Italia.

È stato un grande studioso della matematica pura, e le sue intuizioni geometriche erano particolarmente forti: egli le utilizzò per risolvere un gran numero di problemi di matematica applicata. Dotato di grande versatilità, poteva spaziare in tutti i campi della matematica, affrontando prevalentemente i problemi caratteristici degli indirizzi considerati, apportando ovunque considerevoli miglioramenti e risultati.

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(da sinistra) Leonida Tonelli, Gino Fano, Guido Fubini, Tullio Levi-Civita, Francesco Severi

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: wikipedia.it, matematica.unibocconi.it

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