18 Giugno 2019

Lettera a Melissa

melissa Carissima Melissa, ti scrivo come docente di un liceo e soprattutto come sacerdote, ben sapendo che ora tu lassù leggerai tutto, perché sei vicino a Gesù. Questa mattina certamente erano altri i tuoi progetti, altre le tue finalità di studentessa liceale incamminata positivamente negli studi per diventare assistente sociale.

Una grande vocazione ed aspirazione la tua, in quanto gli assistenti sociali non sono quelli che portano via i bambini dai loro genitori, ma li aiutano a trovare il giusto equilibrio tra loro.

Invece questa mattina una o più mano assassine ti hanno portato via dai tuoi cari, dai tuoi amici e compagni di scuola, dal tuo ambiente di vita, quel paesino Mesagne che ora è assurto alle cronache mondiali.

Tu che ogni mattina, come tanti studenti pendolari che raggiungono le scuole delle grandi città, ti sei alzata, hai preso il pullman per trovarti in orario ed entrare regolarmente a scuola per fare lezione.

Forse avevi pronta qualche interrogazione, visto che siamo verso la conclusione dell’anno scolastico e in questo periodo si fanno più intense le verifiche per raggiungere migliori risultati finali.

Tu nella tua scuola dell’Istituto professione Morvillo-Falcone di Brindisi non sei entrata più, perché ti ha bloccato una o più mano assissine facendo esplodere davanti alla scuola un potente ordigno che ha seminato la morte, il dolore, l’angoscia e ci lasciato interdetti tutti. Si proprio tutti anche quanti sono indifferenti al dolore degli altri soprattutto di questi tempi. Perché è la prima volta nella storia della violenza in Italia che un ordigno è stato collocato davanti ad una scuola con l’evidente scopo di uccidere.

Morire a sedici anni in questo modo terribile è un dramma per tutti noi, perché oltre che essere giovane eri anche una persona impegnata nello studio. Per noi che nella scuola operiamo da una vita questo è il giorno più triste e buio per un’istituzione che nonostante tutto è e rimane “sacra”, un vero tempio della cultura, della socializzazione, dell’umanizzazione, della fratellanza, del dialogo, del rispetto, della fiducia nel domani. Tu rappresentavi tutto questo non solo a Brindisi nel tuo istituto, ma anche nella tua città e per i tuoi cari.

Ora ti hanno portato via da questo mondo, ma ti hanno avvicinato a tutti noi. Ti abbiamo conosciuto e voluta bene fin dal primo momento che la notizia della tua morte è arrivata a noi attrverso i media di oggi. Per te abbiamo pregato e continueremo a pregare perché tu possa aiutare questa umanità a non armarsi per nessuno motivo al mondo per distruggere vite umane, qui o in altre parti del mondo, dove criminali di ogni sorta non sanno fare altro che uccidere e distruggere la vita degli altri.

Nello scorrere le tue foto da piccola, pubblicate da vari siti, della tua prima comunione, della tua cresima insieme a tuo padre e a tua madre, nel vedere la tua stanzetta, tutto sembra parlare il linguaggio della serenità e della purezza dei sentimenti, della speranza in un avvenire migliore.

Un avvenire migliore che la tua morte, per i tuoi cari e per tutti noi dolorosissima, segna, paradossalmente, il tempo della risurrezione, della rinascita e del riscatto per la tua terra e per l’Italia intera.

Il tuo sacrificio e martirio non può passare sotto silenzio. Nelle scuole dell’Italia da oggi in poi il tuo nome sarà motivo di riscatto per i tuoi coetanei e per quanti come me e come migliaia di docenti e addetti alla scuola sono vicini a voi studenti con la gioia di trasmettervi i valori più veri di una società onesta e retta.

Penso in questo momento alla tua madre e al dolore di tutti i tuoi cari. Perdere una figlia è un dramma infinito. Solo e soltanto la fede potrà parzialmente lenire le sofferenze, mentre chiediamo con insistenza che chi si è macchiato di questo orrendo crimine venga allo scoperto ed estingua immediatamente il suo debito con te, con la tua famiglia, con la tua città, con la tua scuola, con la nostra Italia, con la giustizia, con chi un simile criminale gesto ha lasciato un vuoto profondo ed una fortissima ribellione. Vogliamo la verità dei fatti ed anche la velocità di arrivare presto ai responsabili di così efferato crimine, inqualificabile da tutti i punti di vista, che grida vendetta davanti a Dio.

Grazie per aver fatto risvegliare in Italia la coscienza della dignità, della sacralità della vita e della scuola, in un mondo dove neppure le più intoccabili istituzioni di una volta restano oggi immune dalla barbarie di turno.

Oggi tu ci fai capire che anche nel valorizzare appieno l’impegno scolastico, magari rimettendoci la vita, si può camminare sulla retta via.

Grazie Melissa e ora che sei vicino a Dio e alla Madre di tutti, la Vergine Maria, guarda e proteggi la gioventù di oggi, sempre più oggetto di violenza e sopraffazione di ogni genere. Ora puoi fare davvero l’assistente sociale nel Paradiso ed aiutare qui in terra i tuoi amici.

 

Padre Antonio Rungi

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