22 Maggio 2019

Mondragone, Consacrazione della nuova chiesa parrocchiale, intitolata a San Giustino Martire

chiesa san giusti martire levagnole

Sarà consacrata, sabato 1 giugno 2013, alle ore 20.00, la nuova chiesa parrocchiale, dedicata a San Giustino Martire, in Località Levagnole, alla periferia nord di Mondragone, in provincia di Caserta, nella Diocesi di Sessa Aurunca. E sarà  monsignor Antonio Napoletano, Vescovo di Sessa Aurunca a consacrare il nuovo luogo di culto e il nuovo complesso delle opere parrocchiali annesso alla Chiesa.

Si tratta di un’opera rilevante da un punto di vista architettonico e soprattutto pastorale e spirituale.

La parrocchia San Giustino Martire, istituita da monsignor Vittorio Maria Costantini, di v.m. negli anni 70, in seguito alla donazione alla Diocesi  di un terreno da parte del Signor Giustino Pascale, e dalla riduzione dell’area della parrocchia San Giuseppe Artigiano dei Passionisti, istituita nel 1964, fu pensata per dare una struttura operativa pastorale ad una zona turistica di Mondragone, particolarmente rinomata e in fase di sviluppo.

In questa zona, infatti sorgeva, l’antica Sinope e Sinuessa, antenate dell’attuale città di Mondragone, con le sue celebri terme sulfuree, particolarmente adatte per la cura della sterilità e della pelle.

Negli anni settanta iniziò, infatti, il boom turistico ed anche la zona nord di Mondragone incominciò ad organizzarsi in tale direzione, con ville, servizi vari, lidi, camping, hotels, ristoranti, strutture di accoglienza.

Mancava solo la chiesa parrocchiale, soprattutto per l’estate quando la popolazione in loco raggiungeva oltre 10.000 abitanti temporanei, con centri turistici come Baia Azzurra e il Parco Le Vagnole Mare.

Una prima struttura per accogliere i fedeli ed ivi avviare l’attività parrocchiale fu eretta durante l’episcopato di monsignor Raffaele Nogaro e primo parroco ufficiale della parrocchia operativa fu padre Francesco Romano, dei padri passionisti della comunità di San Giuseppe Artigiano, dalla quale dipendeva la parrocchia.

Con il contributo della Diocesi, dei fedeli e delle maestranze fu eretta la struttura della Chiesa e della sagrestia e ricavato, avanti alla chiesa temporanea, uno spazio adatto alle esigenze ricreative e associativa dei parrocchiali, specie per i bambini.

Negli anni ottanta fu istituita la festa di San Giustino martire ed avviate le prime manifestazioni esterne religiose in onore del Santo con la predicazione del triduo e della processione, con la festa esterna e con la sagra.

Per oltre 25 anni la parrocchia ha funzionato con questa minima struttura di culto. Era evidente la necessità di realizzare una vera chiesa, completa con tutte le opere parrocchiali, secondo il progetto iniziale, che fu avviato e poi sospeso per mancanza di fondi e per altri problemi.

Infatti nei primi interventi realizzati si riuscì, durante l’episcopato di mons. Costantini, a costruire solo la piattaforma in cemento armato, dove poter poi alzare l’opera. I soldi infatti furono spesi per consolidare le fondamenta, in una zona acquitrinosa e soggetta, durante, l’inverno a facili  alluvioni.

Molto interessamento all’erigenda chiesa parrocchiale San Giustino fu manifestato da monsignor Agostino Superbo, durante il suo breve periodo di episcopato alla guida della Diocesi sessana.

La parrocchia per 30 anni è stata guidata pastoralmente dai passionisti di Mondragone, in particolare da una figura esemplare per disponibilità apostolica e spiritualità, che fu padre Emilio Vicini.

A lui fu associato come impegno pastorale, padre Antonio Rungi, sempre della comunità dei passionisti di Mondragone.

Con l’aiuto delle Suore della Stella Maris, con i gruppi parrocchiali di San Giuseppe si assicuravano tutte le funzioni religiose soprattutto nelle solennità e sempre con grande partecipazione del popolo di Dio, che stabilmente dimorava in zona.

La parrocchia con 600 fedeli in totale, quando fu istituita, è cresciuta numericamente nel tempo, per i maggiori insediamenti abitativi che ci sono stati nel primo decennio del 2000, con la presenza di avviata Clinica ospedaliera, intitolata a Padre Pio, e con il Santuarietto del Belvedere, luogo storico della devozione mariana dedicata alla Madonna Incaldana, protettrice di Mondragone.

Molti sacerdoti hanno avuto sempre a cuore la chiesa di San Giustino: monsignor Giambattista Di Majo, mons. Riccardo Luberto, padre Sebastiano Cerrone, padre Emilio Vicini, padre Antonio Rungi, padre Francesco Romano, padre Amedeo De Francesco, padre Carmine Satriano.

Da un quinquennio a seguire pastoralmente la parrocchia San Giustino sono stati i sacerdoti diocesani: Don Roberto, don Oscar e ultimamente don Angelo  e  don Roberto congiuntemente.

La nuova chiesa è stata realizzata per diretto interessamento del Vescovo, monsignor Antonio Napoletano, che ha portato a termine, nel suo lungo servizio pastorale alla Diocesi di Sessa Aurunca, due importanti chiese alla periferia di Mondragone: quella di San Gaetano da Thiene, in Località Pescopagano, e quella di San Giustino Martire in Località Levagnole.

Dopo 40 anni di attesa, la piccola comunità parrocchiale stabilmente residente nella zona avrà la sua chiesa e le opere parrocchiali. Potranno così celebrarsi tutti i sacramenti della vita cristiana, a partire dal battesimo, con un fonte battesimale, l’eucaristia, con un altare degno del mistero che si celebra, ai matrimoni, spesso dirottati altrove, alle celebrazioni più significative a livello personale, familiare e comunitario.

La presenza sul posto anche del parroco e sacerdote sicuramente favorirà la crescita spirituale, sociale e umana del vasto territorio parrocchiale, che si presenta dispersivo e poco adatto alla vita sociale.

La parrocchia e le opere parrocchiali saranno il punto di riferimento per questa comunità che dal primo giugno in poi potrà contare sulla nuova chiesa e sulle opere parrocchiali come strumento per formare la vera chiesa spirituale, come si legge nel manifesto che annuncia questo fausto e storico avvenimento per l’intera Diocesi di Sessa Aurunca e per Mondragone in particolare: “Sulla roccia è costruito l’edificio, nello Spirito è custodita la comunità”.

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contatti: antonio.rungi@tin.it

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