18 dicembre 2018

Riciclo, Mondragone al 520° posto

Mondragone si conferma un comune poco riciclone

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

Il 520° posto di Mondragone su 550 nella classifica di Legambiente Campania sui Comuni Ricicloni XIV edizione 2018, (da leggere anche per le tante buone pratiche che potrebbero essere mutuate) è un’altra dimostrazione della condizione disastrosa della nostra città, con una percentuale di raccolta differenziata ancora ferma al 38,45%.

Per correttezza occorre precisare che il rapporto considera l’anno 2017 e 6 mesi sono pochi per valutare appieno l’azione dell’amministrazione Pacifico. Per un giudizio complessivo attendiamo dunque l’edizione 2019.

Qualche considerazione va comunque fatta. Non è l’assessore delegato che può essere messo sotto accusa: in totale solitudine da un anno e mezzo cerca di fare del proprio meglio in condizioni disastrate. E non va, inoltre, dimenticato che stiamo parlando di un settore complesso, da decenni in condizioni quasi proibitive (eredità dei lunghi anni di Conte e del centrodestra, consegnati già alla storia come altamente criminogeni per l’ambiente, la politica e la legalità). Va, tuttavia, registrato il fatto che Pacifico, impegnato in coppia col pifferaio tragico a condurre in tournée la cummitiva accussi allera, fatta di sindaci, di rotary e di nuovi Lazzaro, non abbia ancora saputo mettere in campo e far discutere al consiglio comunale e alla città un progetto di cambiamento nella gestione dei rifiuti. Nei giorni scorsi la Campania è stata la passerella governativa delle due facce gialloverdi in perenne azione di propaganda, ignari del nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, approvato proprio per archiviare progressivamente discariche e termovalorizzatori e, soprattutto, delle vere questioni che affliggono il nostro territorio, come sottolineato da Padre Maurizio Patriciello a pag. 21 di Famiglia Cristiana 48/2018.

L’AMBC quando ebbe la possibilità di parlare in campagna elettorale con Pacifico di rifiuti (prima della <lettera scarlatta>) propose una politica comunale incentrata sulla riduzione degli stessi (perché non si procede -per esempio- con un progetto comunale di lotta allo spreco di cibo? Perché non si avvia una totale smaterializzazione di tutte le procedure amministrative e non solo? E perché non ci si impegna da subito a bandire la plastica in città, iniziando dagli uffici pubblici? E così via …), sul superamento dell’uso e getta, sull’incentivo del vuoto a rendere, su una raccolta differenziata di qualità in grado di raggiungere, se fatta con cura, l’80% e, quindi, sulla rigenerazione dei materiali (economia circolare). Ovviamente questa politica deve necessariamente considerare l’importanza dell’impiantistica di riciclo. Ma quale progetto ha Pacifico per promuovere politiche di prevenzione, a partire dalla tariffazione puntuale (l’obiettivo della tariffa puntuale è il principio del ‘chi inquina paga’), per attivare politiche di riuso e per cantierare azioni in favore del compostaggio per riciclare l’organico differenziato? E quale compostaggio vuole sviluppare?

L’AMBC condivide, per esempio, quanto sostenuto dal presidente nazionale di Legambiente, il quale pensa che <la tecnologia più avanzata per produrre compost per terreni agricoli e florovivaistica è la digestione anaerobica che, al contrario del compostaggio tradizionale, produce biometano, fonte rinnovabile da utilizzare nell’autotrazione o da immettere nella rete del gas con cui cuciniamo in casa o produciamo calore per riscaldare gli edifici>.

E’ del tutto evidente che occuparsi dei rifiuti significa anche (se non preventivamente): bonificare le discariche abusive che ammorbano il territorio, praticare tolleranza 0 nei confronti degli evasori ed elusori della tassa sui rifiuti (è utile dare uno sguardo al rapporto sulla tassa per i rifiuti di Cittadinanzattiva) e non dare tregua ai delinquenti che continuano ad abbandonare i rifiuti per strada o addirittura ad incendiarli. Ma da Pacifico su tutto questo in tanti mesi neppure una parola. Occuparsi dei rifiuti non può sicuramente ridursi, caro sindaco, ad andare a rimorchio dei soliti carrozzoni consortili e d’area vasta (che dovrebbero- anzi- essere superati), oppure limitarsi a far rispettare burocraticamente un capitolato (piano industriale) vetusto. Per altro senza riuscirci. E occuparsi seriamente di rifiuti significa farlo anche in termini culturali e organizzativamente in modo trasversale ai diversi settori/assessorati: un articolo di Maria Assunta Cavallo, ha evidenziato – per esempio – come il nuovo servizio di refezione scolastica per ora ricorra ancora all’usa e getta. Altrove, invece, si è già all’opera contro la plastica monouso.

fonte: mondragone.benecomune@gmail.com

portavoce: gianni pagliaro

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Associazione Mondragone Bene Comune Referente Gianni Pagliaro contatti: giannipagliaro@gmail.com

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