18 Marzo 2019

Un pensiero che blocca l’idea

cittadinanza attiva

Cara Città, il Comitato Civico “Cittadinanza Attiva, con delibera d’affido Commissariale, il giorno 7 Maggio 2012, ha ricevuto in affido il sottopasso “Domitiana”, collegante viale Margherita a viale Marechiaro. Il progetto, valutato, studiato, pianificato e messo a punto dai ragazzi del Comitato, ancora oggi, prevede che il Sottopasso venga trasformato in uno spazio artistico polifunzionale, messo a gratuita disposizione di artisti locali e non. 

Perché questa idea? Grazie a questo progetto,  tanti artisti presenti sul territorio potranno avere uno spazio libero in cui mettere in“mostra” il loro saper fare. Il Sottopasso può diventare uno spazio, un punto d’incontro, centro di aggregazione e crescita culturale.        

Cosa abbiamo fatto? Quando il Comitato ha avuto in affido il bene, subito si è attivato per cercare fondi per la realizzazione del progetto. Naturalmente sono stati impiegati due mesi per questa ricerca, in quanto il Comitato non è un’amministrazione che batte cassa! E soprattutto la ricerca si è basata su fondi “puliti”, favorendo la partecipazione delle piccole e medie imprese locali. Poi? Lo STALLO, il macigno che a ciel sereno piombò in un piccolo laghetto!
Quando è subentrata la neo amministrazione Schiappa, nei primi giorni di Agosto, la stessa ha parzialmente e superficialmente pulito la struttura, motivando tale intervento “per le troppe segnalazioni ricevute dalla popolazione poiché era divenuto uno sversatoio di rifiuti a cielo aperto”. Nemmeno un avviso previsto per legge? Eppure il Comitato, essendo affidatario, stava già lavorando sulla pulizia ritenendo necessario, prima di intervenire sulla struttura con palette e buste, che  il popolo dovesse vedere quello scempio… Anche quell’immondizia era, in qualche modo, un’installazione artistica. L’incontro: il Comitato ha avuto un colloquio Martedì, 7 Agosto 2012 con Il Sindaco, coadiuvato da alcuni membri della giunta. Nell’ambito della  discussione, molto cortese ed educata, il Comitato ha esposto l’intero progetto, le idee, i concetti architettonici e civici.   
Il primo punto su cui il Comitato ritiene di riflettere è il seguente: la delibera d’affido, che contempla la trasformazione del sottopasso in Galleria d’Arte, prevede la modifica della destinazione d’uso della struttura, affidando al Comitato il compito di ripristinarla senza pesare sulle casse comunali. 
Il Sindaco, però, precisando la sua posizione di Primo Cittadino ed enfatizzando la sua responsabilità politica, definendola una responsabilità “del fare”, ha espresso, pertanto, la volontà di riaprire il sottopasso e di utilizzarlo come accesso pedonale entro e non oltre il giorno 15 Agosto 2012. La proposta: Il Sindaco, ha lanciato la sua proposta: Per il 15 Agosto il Sottopasso doveva essere aperto! Se il Comitato voleva, poteva avere il progetto, ma entro quella data doveva obbligatoriamente  aprire la struttura e renderla fruibile per il passaggio pedonale. Ma qui nasce – come si dice – l’Arcano. “L’offerta” prevedeva che in 7 giorni il Comitato ristrutturasse il sottopasso (Pulizia e disinfezione; Intonaco e infiltrazioni; Tinteggiatura delle Pareti e Soffitto; Impianto elettrico; Protezione anti- intrusione; Ripristino Cancelli e Balaustre) trascurando che il “progetto sottopasso” è un progetto civico no-profit e non un Project financing; ed inoltre il Comitato pur volendo non è in grado di fare miracoli. Inoltre, nel caso in cui il Comitato fosse riuscito “nel miracolo”, Il Sindaco ha espressamente detto che il Sottopasso deve restare comunque un accesso pedonale, aperto h24,  sovvertendo, a questo punto, il progetto “Galleria d’Arte” in un “sottopasso abbellito da figure” rilegando al Comitato il compito di controllore, propriamente un ruolo da “portinai”. Perché non riteniamo opportuno un progetto   “Sottopasso abbellito da figure” ? Il concetto artistico di Galleria prevede un’osservazione lenta, meditata dell’opera d’arte. Bisogna entrare perché realmente interessati a ciò che accade. Ammirare un’ opera d’arte, ascoltare una poesia, presuppone la giusta ambientazione, la giusta enfasi, il tempo e la calma necessari affinché l’ospite possa essere assorbito dall’opera, o meglio è l’opera a dover assorbire il visitatore. Un luogo, dunque, aperto a tutti;  ma con un flusso di persone regolarizzato.
Se invece questo venisse trasformato in un passaggio pedonale  “abbellito ” da qualche opera appiccicata al muro, diverrebbe controproducente poiché si rischierebbe di banalizzare la mostra, nonché l’opera e l’ artista.

Perché a Napoli l’arte può amalgamarsi con le metropolitane? Tra le tante metropoli europee, Napoli si è fatta portatrice del Concetto “Metropolitana d’arte”, facendo sì che artisti di fama mondiale esponessero all’interno delle gallerie le loro opere. La differenze è però sostanziale: la “metropolitana d’arte” di Napoli, affida i suoi spazi ad artisti di fama mondiale, i quali danno vita ad opere fatte ad hoc per quella metropolitana. Queste restano affisse per un lungo periodo sulle pareti, permettendo alla metropolitana di divenire una “Mostra personale”.    
Altro concetto che ci spinge a credere che Napoli “Metropolitana d’Arte” non sia realizzabile a  Mondragone è il flusso di persone. L’artista che espone in una metropolitana Napoletana può godere di un numero di visitatori/utenti abnorme! Non è, infatti, l’artista ad incentivare l’utilizzo della galleria ma al contrario è la necessità di usare quella galleria che spinge l’artista ad esporre.          
Altro punto è sicuramente la sicurezza. Napoli “metropolitana” ha un livello di sicurezza altissimo, che rende fattibile l’esposizione di opere. Rendere il sottopasso “sicuro” da consentirne l’apertura h24, avrebbe, pertanto, un costo altissimo per il Comune di Mondragone. Lascereste, Voi, un vostro dipinto nel “sottopasso” così com’è?

Il secondo e ultimo incontro. Il progetto è bloccato da un pensiero.In un secondo incontro tra l’Amministrazione e il Comitato, avendo quest’ultimo motivato il “Progetto Galleria d’arte”,  il Sindaco ha sospeso il progetto, ritenendo che doveva pensare se dare un “OK” al progetto come Galleria; quindi  riutilizzare il sottopasso pedonale solo e soltanto come  Galleria da mettere a gratuita disposizione della Città,  oppure revocare la delibera di affido con giusta causa e aprirlo esclusivamente come sottopasso pedonale quando necessario. Ad oggi, non abbiamo avuto risposta. Siamo bloccati “per colpa” di un pensiero!

Lo stato dei fatti: L’Amministrazione, giunto il 15 Agosto, non ha revocato la delibera d’affido, non ha dato risposta a questo comitato e  non ha  aperto la struttura utilizzandola come passaggio pedonale. Ad oggi il sottopasso è utilizzabile (se venisse aperto!) solo e soltanto poche ore all’anno, nei mesi estivi. ggi quel luogo rischia di entrare, come tanti predecessori,  nel “libro nero” dei mostri ecologici e in disuso della nostra città.

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