18 Luglio 2019

Obbligo di aggiornamento per gli insegnanti in classi multieniche

“Non basta solo stabilire un tetto per la presenza degli immigrati nelle classi delle scuole italiane, come ha stabilitò il Ministro Gelmini, fissando quest tetto al 30% degli iscritti, ma si rende urgente fin da questo anno scolastico aggiornare i docenti di ogni ordine e grado per rispondere al meglio alle istanze educative e formative degli studenti stranieri”, è quanto afferma il teologo morale campano, padre Antonio Rungi, docente di pedagogia nel Liceo Statale di Mondragone (Ce).

“Molti degli alunni conoscono solo la loro lingua d’origine, in particolare l’inglese o il francese, mentre da parte loro i docenti conoscono solo la lingua italiana, soparttutto i docenti di una certa età. Diventa estremamente difficile interagire quando non c’è una sintonia di linguaggio. Se è giusto investrire più soldi per apprendere la lingua italiana da parte degli studenti stranieri è altrettanto importante ed indispensabile avviare corsi di formazione in lingua straniera per i docenti in servizio a partire dai prossimi mesi. Opportuno -afferma padre Rungi- è favorire stage all’estero perché i docenti in servizio nei vari istituti dell’istruzione primaria e secondaria possa svolgere al meglio la loro attività didattica.

Nella mia esperienza di docente -sottolinea padre Rungi- vivo questa esperienza nella quotidianità con alunne che provengono da altre nazioni e culture e che hanno difficoltà espositive in ragione della complessità della lingua italiana e dei programmi di studio che sono tipici della nostra cultura occidentale e italiana in particolare. Da qui la l’urgenza -conclude padre Rungi- anche uno studio mirato delle varie culture presenti in una determinata scuola, con progetti mirati alla vera integrazione sociale e alla interculturalità, pur nel rispetto della cultura specifica del nostro Paese.

A ciò si aggiunga anche la questione dell’insegnamento religioso. Immagino la situazione delle classi in cui il 30% degli alunni e di altra confessione religiosa o di altra religione cosa faranno durante l’insegnamento della religione cattolica che pure, giustamente, viene scelta dalla maggior parte dei genitori e degli studenti. Anche qui si fa urgente un chiarimento su come procedere per evitare confusione e disorganizazione nelle istituzioni scolatiche ove la presenza di alunni di altre culture e di altre religioni, che parlano lingue diverse, richiede progetti di integrazione non solo degli studenti stranieri, ma di interazione degli studenti italiani che vivono a contatto con i propri compagni nelle classi e nelle istituzioni scolastiche. Meglio sarebbe – sottlolinea padre Rungi- una regolamentazione più dettagliata di tutta la materia.

La sfida delle classi multietniche e culturali va accettata con serenità, ma anche con la capacità di progettare seriamente il futuro della nostra scuola che è poi è il futuro della stessa società italiana. Precisare e indicare percorsi particolari aiuterà  non improvvisaresoprattutto in quelle aree del Paese ove la presenza degli immigrati è più consistente e stranamente le scuole e le istutuzioni locali non sono attrettate per rispondere ad esigenze del genere. Non si tratta di ritornare alle classi differenziate, ma di predisporre classi con il respiro della vera fraternità ed uguaglianza tra tutti gli alunni e studenti”.

 

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