25 Novembre 2020

Alle prossime elezioni regionali votiamo con la testa e a ragion veduta!

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune.

L’Associazione Mondragone Bene Comune interviene sui temi Coronavirus, Elezioni Regionali ed Errori Giudiziari.

Coronavirus. Vogliamo iniziare questo comunicato riportando un recente appello del virologo Roberto Burioni, con la speranza che tutti i cittadini si attengano con responsabilità a quanto disposto ed ordinato a livello nazionale e su scala locale.

«Si può andare al lavoro, al supermercato, ma non è il momento per cene, aperitivi, concerti, palestre. Bisogna stare a casa. E quando si esce bisogna sempre stare a un metro di distanza dalle altre persone, non dare strette di mano e lavarsi spesso le mani. Tutto quello che è possibile fare online, dobbiamo farlo online (…). Altro punto importante, non è vero che non si muore di coronavirus: si muore di coronavirus e soprattutto oltre che morire si finisce in rianimazione (…). Il pericolo poi è doppio, perché se i posti letti in rianimazione finiscono, non saranno solo i soggetti affetti da coronavirus a morire, ma anche coloro colti da infarto, ictus o traumi vari.»

Per votare alle prossime elezioni regionali con cognizione di causa occorrerebbe riferirsi a cosa hanno fatto in 5 anni i consiglieri regionali per la nostra Regione, confrontandosi con rendiconti ed analisi inoppugnabili.

Come, per esempio, la fotografia scattata da “Mai più invisibili. Indice 2020 sulla condizione di donne, bambini e bambine in Italia” della Onlus WeWorld. Il report misura l’inclusione di donne e minori attraverso 38 indicatori – tra cui aspetti economici, educativi, sanitari, culturali, politici e civili – e analizza l’intreccio tra le condizioni di vita degli uni e delle altre. Mentre il Nord e il Centro-Ovest riescono ad assicurare buoni e/o sufficienti livelli di inclusione per donne e popolazione under 18, garantendo condizioni di vita che si avvicinano a quelle di altri paesi europei, la parte centro-orientale dell’Italia e quella meridionale si stanno allontanando progressivamente.

Nel dettaglio, la classifica finale vede al primo posto il Trentino-Alto Adige (valore Index di inclusione pari a 4,8), seguito da Lombardia (3,4), Valle d’Aosta (3,4), Emilia-Romagna (3), Lazio e Friuli Venezia-Giulia (2,1), Veneto (1,9), Toscana (1,6), Liguria (1,5), Piemonte (1), Marche (0). Nella parte bassa della classifica (Index in negativo) le Regioni del Centro-est e Sud Italia, tra cui Abruzzo (-1,3), Molise (-1,5), Sardegna (-2,6), Puglia (-3,5), Campania (-3,9), Sicilia (-4,3). Fanalino di coda la Calabria (-4,5).

La nostra Campania è, quindi, terzultima! L’abbandono scolastico, in particolare, a livello nazionale è del 14%, ma raggiunge punte del 20% e oltre in Sicilia, Sardegna e nella nostra Campania. Per quanto riguarda, invece, l’occupazione femminile, l’Indice rivela che la quota di donne occupate in Italia settentrionale e centrale è il doppio di quella rilevata in Puglia, Calabria, Campania e Sicilia.

Cosa hanno fatto concretamente in 5 anni per garantire i diritti di donne, bambini e bambine in Campania quei consiglieri regionali che vi richiederanno il voto alle prossime elezioni?

Nella nostra regione continua un declino costante determinato in particolare dall’erosione della dimensione educativa riguardante i bambini e dalla scarsa partecipazione alla vita economica e politica da parte delle donne. La povertà femminile incide sull’inclusione dei bambini sotto molteplici aspetti, in primis quello educativo. Povertà economica, ma non solo, delle donne e povertà educativa dei bambini sono intrecciate e si alimentano a vicenda, in un circolo vizioso che può essere spezzato solo con politiche e interventi ad hoc.

Politiche ed interventi che in questo ultimo lustro non si sono visti nella nostra regione. Ma quale atto, legge, provvedimento o finanziamento riguardante la povertà educativa, la povertà femminile e contro il declino sociale della nostra regione hanno visto partecipi quei consiglieri regionali che ora ritorneranno a fare promesse, a invitarvi a cena e a darvi pacche sulle spalle? (Scarica il Rapporto WeWorld oppure guarda il video).

In conclusione, un riferimento alle vittime degli errori giudiziari.

E terminiamo con la buona notizia che non arriva dalla Regione Campania ma dalla Commissione Giustizia del Senato, il cui presidente Sen. Andrea Ostellari, ha sottoposto al voto della Commissione  la calendarizzazione del disegno di legge promosso dal Partito Radicale, che mira ad istituire per la data del 17 giugno, anniversario dell’arresto di Enzo Tortora, la giornata Nazionale delle vittime degli errori giudiziari. La votazione unanime che ha consentito il via libera per iniziare l’iter della discussione ci lascia ben sperare che la nostra proposta possa diventare presto legge dello Stato già dal prossimo 17 giugno.

Associazione Mondragone Bene Comune
referente Gianni Pagliaro

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