18 Luglio 2019

Cambiano i musicanti, ma la musica è la stessa!

A nulla sono valsi il pensionamento del responsabile dell’Ufficio Tributi, geom. Morrone, e la sua sostituzione con un altro funzionario idoneo.

Infatti, l’inefficienza del predetto Ufficio del Comune di Mondragone permane, in particolare, per l’abituale ed esecrabile procedura di richiedere ai cittadini, con notifica raccomandata A/R, la dimostrazione di aver eseguito il regolare pagamento dei tributi locali, attualmente della tassa rifiuti 2010, costringendoli al disagio di estenuanti e lunghe file all’ufficio competente con conseguente dispendio di tempo e pecunia, nonché inducendo un consistente numero di contribuenti a pagare nuovamente la gabella per ignoranza oppure per l’impossibilità di esibire vecchie ed irreperibili ricevute di versamento. Sorge il dubbio che gli ignari o distratti contribuenti che pagano la seconda volta la tassa vengano, peraltro, considerati evasori, con proficua soddisfazione dei funzionari degli Uffici tributari che percepiscono gli incentivi per la lotta all’evasione fiscale. Viene spontaneo chiedersi come sia possibile scovare i veri evasori, quantificati nel  30% circa del gettito tributario, se l’Ufficio Tributi non ha certezza dei tributi incassati sul proprio c/c postale né dei contribuenti in regola con i pagamenti. Dalla predetta inefficienza emergono rilievi procedurali, in particolare:

– l’inesistenza di una ordinata ed aggiornata anagrafe tributaria;

– contratti improduttivi con i concessionari della riscossione tributi (cfr. Poste italiane), carenti di clausole e penalità che garantiscano, a scadenze pattuite, certezza ed obblighi di versamento in tesoreria comunale delle rate incassate e comunicazione dei dati o copie dei bollettini riscossi;

– spreco di denaro pubblico per il costo delle raccomandate A/R di notifiche generalizzate ai contribuenti (illecito ex artt. 610, 612 e 323 c.p.);

– sottrazione di tempo lavorativo del personale durante il ricevimento del pubblico ragionevolmente irritato per vessazioni o atti persecutori (reato ex art. 612 bis c.p.);

– disagi e danni economici ed esistenziali ai contribuenti in regola con i pagamenti costretti dall’incuria dei preposti all’Ufficio tributi a snervanti code per esibire le ricevute di versamento.

Sarebbe, quantomeno, doveroso che l’Amministrazione comunale ponesse a carico dei funzionari inadempienti degli Uffici tributari, che non adeguano sistematicamente l’anagrafe tributaria, il danno erariale dovuto allo spreco di tempo e di denaro pubblico per le spese delle raccomandate A/R e degli eventuali danni economici ed esistenziali ai malcapitati contribuenti (risarcibili ex art. 2043 c.c. e art.185 c.p.).

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