8 Aprile 2020

La Cronaca di Carinola dal 1600 al 1925

L'opera in quattro volumi di don Amato Brodella.

La Cronaca di Carinola dal 1600 al 1925 in quattro volumi di don Amato Brodella, presentata da padre Rungi.

Pubblicata in questi giorni l’opera di mons. Amato Brodella, parroco di Carinola e Vicario generale della Diocesi di Sessa Aurunca. Il lavoro dal titolo Cronaca di Carinola. Si tratta di un lavoro in quattro volumi, circa 1.500 pagine, pubblicate dalle Grafiche Mingione di Sparanise (Ce). L’opera è stata presentata durante da messa dell’Immacolata da padre Antonio Rungi, teologo morale ed esperto di comunicazioni.

“Una raccolta di grande valore storico ed archivistico sulla città di Carinola – commenta padre Rungi – e soprattutto della ex Diocesi di Carinola”.

L’opera, pubblicata in occasione del 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Amato Brodella, evidenzia l’attività di studioso, ricercatore, cultore e storico dell’autore.

“Autore di varie pubblicazioni – continua A. Rungi – questo lavoro suggella tutto un suo personale impegno nel ridare lustro e visibilità alla storia di una città, quella di Carinola, che ancora oggi costituisce un riferimento artistico, storico, culturale, civile e istituzionale per tutta la provincia di Terra di Lavoro. E’ un’opera che non può mancare nelle biblioteche comunali, nelle biblioteche universitarie, nelle biblioteche familiari, nelle case dei carinolesi residenti o che lavorano fuori comune e che hanno qui il loro cuore e sono orgogliosi della loro terra d’origine. Carinola, che comprendeva anche la città di Mondragone, prima soppressione della Diocesi di Carinola risalente al 1818, confluite nell’unica diocesi di Sessa Aurunca”.

Don Amato da 46 anni in servizio a Carinola, cura da tempo gli studi storici e archivistici dell’ex Diocesi di Carinola.

“Questa cronaca – scrive l’Autore nell’Introduzione della raccolta – può considerarsi parte integrante della Storia della Diocesi di Carinola. Un periodo storico che va dalla fine dell’anno 1000 al 1818; in quanto diocesi fondata da S. Bernardo nel 1087, ma che contiene documenti che si riferiscono alla originaria diocesi di Foro Popilio risalenti, possiamo affermare, all’epoca costantinia­na, cioè alla fine del quarto secolo dopo Cristo. La particolarità di questa Cronaca è che essa racchiude circa cinque secoli di storia della ex‑diocesi di Carinola, partendo, con documenti alla mano, dal 1600 e toccando il ventesimo secolo, con la ricognizione del corpo di S. Bernardo nel 1925. Non si tratta di una storia fatta di avvenimenti che potessero appagare la nostra curiosità, ma di documenti dai quali traspare l’animo di un popo­lo, o, meglio, l’anima, la fede dei nostri antenati. E questo non è poco! In essi rivivo­no famiglie, personalità, lavoro, economia, benessere e miseria, a seconda dei tempi”.

La Storia di Carinola dal 1600 al 1925, descrive la vita della chiesa, del clero, della gente, del commercio.

Non sempre comportamenti limpidi e aventi come finalità il bene della chiesa e il bene comune per quanto attiene gli affari sociali.

Una denuncia esplicita degli anni bui dopo l’Unità d’Italia. E la ricorrenza dei 150 anni di quello storico avvenimento certamente costringono gli storici e gli studiosi a non dire solo esclusivamente bene di quel periodo che va studiato ed approfondito a livello locale e generale.

“Alla storia debbono essere consegnati –sottolinea don Brodella – soprattut­to gli anni dopo l’Unità d’Italia, quando il Demanio metterà in ginocchio lo splendore della ex diocesi di Carinola incamerando tutti i suoi beni e vendendoli all’asta. Fu uno sciacallaggio vergognoso! I beni della cosiddetta Mensa Vescovile furono i primi ad esse­re accaparrati dalle famiglie benestanti di allora. Tra questi c’erano edifici che avevano fatto la storia del nostro territorio ed erano l’espressione tangibile dell’operosità della lunga serie dei Vescovi che erano stati a Carinola”.

Dati alla mano l’autore solleva una serie di critiche di come siano stati condotti gli affari allora che portarono al depauperamento della Diocesi di Carinola e in particolare il simbolo della stessa che era la cattedrale, che subì scempi di ogni genere.

“Leggendo La Storia di Carinola dal 1600 al 1925, si intuisce come gli elementi culturali non venivano rispettati”, denuncia.

Mons. Brodella, ripercorre le tappe di 50 anni di presenza nella Cattedrale di Carinola come parroco. Egli mette in risalto tutto il lavoro svolto per riportare al suo splendore architettonico ed artistico la Chiesa Madre della città con il suo personale impegno e con il sostegno della popolazione, ma con scarso impegno economico delle istituzioni.

“La cosa peggiore –scrive-  è che non solo la Soprintendenza di Napoli non ha mai portato a termine il restauro, ma lasciò a vista tutto il mal fatto. Porte, finestroni e pavimenti dovettero essere sostituiti dalla nostra comunità, perchè deperiro­no in un batter d’occhi. Senza la fede è impossibile piacere a Dio e agli uomini”. E  ricorda con nostalgia: “Appena misi piede nella Cattedrale, che era diventata un cantiere, incominciai a godermi i suoi spazi, i grandi pilastri, le arcate, le colonne monolitiche, le tre absidi, i frammenti degli affreschi, la cinquecentesca sagrestia, ed un armadio, un grosso armadio antico, ma tutto “sgangherato”, mancante di qualche anta, di alcune tavole sul fondo, di alcune cimase, insomma era un rudere. Lavori su lavori nella Cattedrale; lavori su lavori nell’Istituto donato dalle Suore dell’Immacolata di Genova alla Parrocchia come Casa Canonica e Opere Parrocchiali”.

Tutto questo lo scrive non solo ne La Cronaca di Carinola dal 1600 al 1925, ma anche in altre opere pubblicate in questi 50 anni di attività di scrittore, per conservare il patrimonio culturale ed artistico di questa terra. Sue sono le opere: Storia della Sagrestia della Cattedrale di Carinola;  Storia del Monastero di S. Anna a Monte di Mondragone; Storia della Diocesi di Carinola con Appendice.

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