24 Ottobre 2020

Caserta, 150 anni del Consiglio Provinciale

Oggi ricorrono i 150 anni dalla prima convocazione del Consiglio della Provincia di Caserta che, nei secoli, è stata teatro di una varia e complessa vicenda umana del Mezzogiorno d’Italia. Siamo felici di festeggiare questa ricorrenza evidenziando il particolare contenuto della sua storia che ne delinea la personalità morale tra le province campane.

Il territorio della nostra provincia rispecchia anzitutto la sua posizione geografica di zona di transizione dal centro verso il sud d’Italia, nel quale si immette come una naturale porta d’ingresso. Qui vi si sono incontrati popoli e civiltà diverse, tendenti ad aprirsi un varco verso Napoli, per espandersi da Napoli verso altre direzioni dell’Italia del sud.

Diverse volte le terre bagnate dalle acque del Volturno sono state spettatrici di eventi decisivi per il domani dell’Italia meridionale.

Territorio dalla economia dinamica, la nostra provincia deve alla sua gente infaticabile la floridezza delle sue campagne e delle sue manifatture: energie vigorose, sprigionatesi dal suo intimo, hanno contribuito al suo progresso civile.

Monumenti e vestigia insigni del suo passato, testimoniano la ricchezza della vita spirituale vissuta da una contrada in cui Città come la stessa Caserta, Capua, Santa Maria, Maddaloni, Sessa Aurunca, Mondragone, etc. aventi ciascuna una propria fisionomia storica, sono state costantemente focolari di cultura, dai quali questa s’è irradiata all’intorno, sospingendo gli uomini ad avanzare nel cammino della civiltà.

Terra, la nostra, particolarmente fortunata per la sua meravigliosa fertilità, per la fecondità dell’ingegno dei suoi figli e singolarmente interessante per le sue vicende storiche: dalla colonizzazione degli Elleni, che per primi vi portarono la radiosa luce della civiltà, alla conquista etrusca, sannitica, romana; dalla dominazione longobarda, normanna e sveva, fino a quella degli angioini e dei borboni; dalla prima riscossa risorgimentale fino alla gloriosa epopea garibaldina.

Ed è appunto in questi momenti che si approfondisce il culto religioso del passato e si acquista fiducia nell’avvenire.

Giovanni Schiappa

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