21 Ottobre 2020

Mondragone, il Sindaco Cennami ritira le dimissioni.

Il Sindaco Cennami ritira le dimissioni, si chiude una parentesi di “crisi politica” a Mondragone.

Achille Cennami ha deciso di andare avanti come se nulla fosse successo Non ha cambiato la squadra di collaboratori nè previsto un mutamento dei programmi o degli obiettivi dell’amministrazione. Il sindaco di Mondragone, ha ritirato le dimissioni. Si chiude così una crisi politica apertasi esattamente venti giorni fa, nel corso di una seduta di consiglio comunale a metà tra la farsa e la tragedia.

C’è da chiedersi se non sia stato tutto un incubo, un’invenzione giornalistica. Un’invenzione il fatto che in consiglio comunale il sindaco abbia chiesto di approvare il bilancio annunciando, e rassegnando, le sue dimissioni. Una visione la scena in cui quattro consiglieri dissidenti dell’UDC, adesso rientrati nei ranghi, sono arrivati in aula solo un attimo prima del voto sullo strumento finanziario, esultando per le dimissioni del sindaco.

Una fantasia le dichiarazioni in cui il loro portavoce le ha salutate come un gesto forte di responsabilità, che aprono un nuovo scenario destinato a dare, con l’azzeramento della giunta, il rinnovamento degli interpreti e delle deleghe ed una nuova modulazione programmatica, rinnovato slancio all’azione amministrativa.

Puro esercizio retorico le dichiarazioni di Cennami, in cui si è detto non attaccato alla poltrona di primo cittadino ed ha affermato che la città merita rispetto e trasparenza.

Tutto superato. Cancellato con un colpo di spugna che riporta le cose al punto di partenza e lascia irrisolti i nodi della crisi e delle parossistiche fibrillazioni di una maggioranza solo numerica e mai politica o coesa. Non c’è neanche la parvenza di una soluzione, sia pure pasticciata, o una novità. Non c’è una soluzione, punto. Si va avanti lo stesso, però.

Il sindaco ha accolto l’invito formulatogli dalla lista civica Proposta Democratica a ritirare le dimissioni e proseguire il mandato, cercando lungo il cammino la quadra, la risposta ai problemi della coalizione. Si è accontentato del ricompattamento, formale, del gruppo consiliare dell’Udc, garante il commissario cittadino Carlo Sorrentino. Il fuoco continua intanto a covare sotto la cenere.

Già nelle prossime settimane o, è più probabile, alla ripresa dopo l’estate, l’incendio potrebbe divampare di nuovo.

L’Udc, che vanta il presidente del consiglio e due assessori, avrebbe in animo di chiedere un terzo assessorato, da attribuire all’area che si riconosce in Camillo Federico. Il sindaco potrebbe decidere di accontentarli scaricando, secondo indiscrezioni, l’assessore all’Ambiente, Mario Fusco. Uno scenario che ridurrebbe a dieci la pattuglia dei consiglieri di maggioranza che, dopo Michele Russo, perderebbe anche l’appoggio dell’Idv e del suo consigliere, Luigi Fusco.

Il governo di centro sinistra, in aula, si reggerebbe solo con il voto, determinante, del sindaco. Nel momento in cui l’Udc richiederà un altro assessore però, sembra che la medesima richiesta sarebbe formulata da Proposta Democratica, per il rispetto degli equilibri. Cennami si vedrebbe costretto allora a sacrificare il suo assessore di fiducia, Michele Miraglia, cosa che ha ripetuto più volte di non voler fare e quindi sconfessando se stesso, oppure sarebbe ancora crisi.

La vicenda, al di là degli annunci di facciata, sembra lontana dall’essere risolta. Ad uscire sconfitta in questa vicenda purtroppo, oltre che tutti i protagonisti politici, è Mondragone, priva di un governo efficiente in grado di dare risposte ai problemi ed alle aspettative della gente.

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