11 Luglio 2020

A Pasqua, conventi aperti per accogliere gli immigrati

“Di fronte alla nuova emergenza umanitaria, per Pasqua conventi aperti per accogliere gli immigrati“.

E’ il caloroso appello rivolto, a tutti i religiosi d’Italia, dal teologo morale campano, padre Antonio Rungi.

“Conventi aperti per accogliere gli immigrati – commenta padre A. Rungi – azione che assolve a due fondamentali doveri di carità ed opere di misericordia”.

Ero forestiero e mi avete ospitato, ero affamato ed ammalato e mi avete aiuato.Matteo 25, 35-44

“Carissimi religiosi, abbiamo il dovere morale di non chiudere il cuore e le strutture alle esigenze dei poveri e dei bisognosi. In particolar modo, in questo periodo in cui stanno arrivando sul nostro territorio tante persone che fuggono dalla guerra, dalla fame e dalla povertà. Ci sono tantissime strutture conventuali praticamente vuote o semi vuote con pochi religiose o religiose che vi abitano, perché non  renderle disponibili gratuitamente per questi scopi umanitari di grande nobiltà d’animo”.

“Certo – prosegue padre A. Rungi – ogni attività di accoglienza deve passare attraverso il rispetto della legge e della normativa civile e canonica, ma è anche vero che per brevi periodi, come quello che si sta vivendo in questo momento in Italia l’accoglienza assicurata ai veri bisognosi  è un modo operativo per concretizzare l’insegnamento che ci viene dal comportamento del Buon Samaritano. Magari potessimo essere davvero tutti più disponibili verso i fratelli che si trovano nel bisogno. Mi auguro che i singoli monasteri d’Italia avvertano questo appello e con i permessi delle autorità religiose e civili aprano i conventi. Che ciò avvenga, aggiungendo non solo un posto a tavola, ma anche un letto in più. In quei monasteri o strutture di accoglienza già operativi in Italia dovrebbe essere riservati un posto d’onore e speciale per i poveri del luogo ed accoglierli davvero con generosità ed affetto”.

“Il Vangelo della carità – conclude A. Rungi – esige gesti di solidarietà vera e permanente. Certo non ci fa onore come italiani e paese dalle grande tradizioni di solidarietà vedere tanti profughi, rifugiati accampati in tende ed organizzati in tendopoli quando con permesso temporaneo di soggiorno potrebbero essere accolti un strutture murarie quali monasteri e conventi abbandonati o semivuoti”.

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contatti: antonio.rungi@tin.it

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