28 Ottobre 2020

Padre Antonio Rungi: “Dieci regole per votare cristianamente da credente”

Un vero e proprio decalogo per le elezioni regionali, provinciali e comunali di domenica 28 marzo 2010, Domenica delle Palme.

“Dieci regole per votare cristianamente da credente” è quanto scrive il teologo morale campano, padre Antonio Rungi, alla vigilia delle elezioni amministrative di fine marzo. “Faccio appello a tutti cattolici perché nell’esercizio del voto sappiano svolgere al meglio il loro ruolo di cittadini. Soprattutto, cittadini di una nazione che ha le sue radici cristiane e si fonda su valori condivisi da tutte le forze politiche; valori, che hanno attinenza con la vita, la giustizia sociale, la difesa del creato e la dignità di ogni essere umano.

Questo speciale decalogo del credente cristiano sia ben chiaro nella mente degli elettori che si apprestano ad esprimere il loro voto domenica prossima”.
Ecco il decalogo del cristianamente corretto che vale la pena tenere in debita considerazione domenica 28 marzo.
 
1. Non è morale astenersi dal voto. Tu quindi nel dovere fondamentale di ogni cittadino vai comunque a votare, se non sei ostacolato da un giusto impedimento.
2. Vota i programma dei partiti o non le persone candidate ad un posto nelle amministrazioni locali. Le persone passano i programmi restano e dovrebbero essere attuati.
3. Vota quei partiti che difendono la vita e lottano per la giustizia sociale e per i diritti fondamentali di tutti i cittadini italiani.
4. Segui le indicazioni del Magistero della Chiesa ed in particolare quelle della Chiesa italiana.
5. Non accettare compromessi di alcun genere, anche se fosse la persona più cara che ti chiede il voto. Esprimi liberamente in cabina il tuo voto convinto.
6. Consiglia ad altri di fare una scelta oculata, senza alcuna forzatura e costrizione, ma illustrando le ragioni della tua attuale scelta preferenziale.
7. Non lasciarti affascinare dalle solite promesse in campagna elettorale, ma cerca di intercettare la sincera volontà di chi davvero vuole il bene dell’Italia.
8. Fatti missionario, porta a porta, delle ragioni del tuo voto cristianamente corretto e cattolicamente inteso. 9. Rispetta l’idea politica di quanti la pensavo diversamente da te, ma si saggio e non cambiare opinione facilmente o schieramento, perché si sa la strada che si lascia, ma non si sa quella che si prende.
10. Ricorda che la politica attiva è un’espressione quanto mai significativa della carità e della giustizia sociale.
 
“In sintonia con i Vescovi italiani, invito tutti gli elettori ad andare a votare comunque, in quanto sono i gioco le sorti di importanti regioni italiane, sopratutto quelle del Sud, ove tanti sono i problemi da risolvere e solo una massiccia partecipazione al voto può determinale un indirizzo di politica locale in grado di far migliorare le cose. I cittadini devono diventare veri artefici del loro riscatto sociale, protagonisti attivi della politica locale, provinciale regionale. La cittadinanza attiva passa attraverso queste forme di partecipazione alla determinazione della leadership locale e regionale. Non lamentiamoci -conclude padre Rungi- poi una volta scelto chi deve governare ed amministrare a distanza di tempo, perché il voto espresso impegna un partito, una colazione e un programma non per u breve periodo, ma per l’intera legislatura. Da qui l’accortezza non solo di andare a votare, ma di votare bene e se possibile cristianamente corretto”.

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