25 Ottobre 2020

E continuano a dar fuoco al Petrino!

Per la seconda volta in pochi giorni (e cioè nell’ultima settimana di Settembre) i soliti ignoti hanno appiccato fuoco al Monte Petrino.

Questa volta in prossimità dell’abbandonata cava Iacobucci, dopo aver dato alle fiamme due ettari di uliveti alla base dello stesso pochi giorni prima. Lasciando in bocca a noi di legambiente ed alla popolazione di Mondragone, un senso d’impotenza enorme.

Come arginare il problema? Bisognerebbe conoscerne le cause. Piromania, bravate adolescenziali, atti criminali di pastori che abbisognano di pascoli per i loro erbivori, il risultato non cambia. Già è un po’ (un anno) che parliamo di corridoi rompi fiamma, che andrebbero adottati sull’intera area demaniale della montagna, per suddividere la stessa in settori, a mo’ di scacchiera.

Corridoi di terreno puntualmente arato, inaccessibile alle fiamme, quindi, comunque diserbato in qualche modo. Ci sembra l’unica via praticabile, dato che non viene praticata nessuna deterrenza, né controllo del territorio da parte delle Autorità preposte. Instaurare un presidio della forestale, un avamposto in posizione strategica con dei mezzi adatti ad un precoce e tempestivo intervento sui primi focolai, prima che questi diventino incendi, sembra una soluzione, allo stato attuale, fuori dalla portata.

Ovvio che la montagna dovrebbe essere resa accessibile per i mezzi, bisognerebbe tracciare dei sentieri opportuni, per permettere a trattori/ruspe/mezzi speciali di effettuare questi lavori. Come possiamo parlare di rimboschimento della montagna, di ripopolamento faunistico, se non viene assicurato l’habitat per accogliere gli alberi e la flora tutta che reclama la quiete di cui ha bisogno per vegetare in santa pace? 

Il Circolo di Legambiente Mondragone
L’addetto stampa, dott. Luca Palmieri

Commenta per primo

Lascia un commento