22 Febbraio 2020

Fondi UE, la Campania agli ultimi posti nella certificazione delle spese.

“Come ha <denunciato> Il Sole 24 Ore del 7 Gennaio scorso, ha dichiarato il portavoce dell’AMBC Gianni Pagliaro, c’è un tesoretto di oltre 38 miliardi di fondi Ue che non è stato ancora investito”.

Sono soltanto cinque le regioni italiane ad aver superato ad oggi la soglia del 40% nella certificazione delle spese sostenute rispetto alla dotazione complessiva dei fondi.

Nell’ordine, Piemonte (49,96%), Emilia-Romagna (43,32%), Lombardia (40,75%) e Toscana (40,24%). Tra le regioni meno sviluppate, in testa c’è la Basilicata (36,48%) seguita, ma a distanza, dalla Calabria (29,35%). Seguono la Sardegna (26%), la Sicilia (25%) e in fondo alla classifica la nostra Campania (23,35%).

“Peggio di noi fa soltanto la regione Puglia. Parliamo di fondi – ha continuato il portavoce dell’AMBC – che potrebbero tradursi in occupazione, formazione, ricerca e sviluppo e che invece restano – per incapacità e sciatteria – a <bagnomaria> e che spesso, quando finalmente si riesce ad attivare- per pressapochismo, incapacità, clientelismo o assenza di controlli – vanno ad alimentare i tanti casi di sprechi e cattiva amministrazione, quando non addirittura di corruzione e malaffare”.

“E, intanto, i nostri Consiglieri regionali uscenti, per 5 anni inerti sui fondi Ue non investiti, continuano a pensare soltanto al loro futuro, cercando il loro posizionamento, da sinistra a destra, dal centro al civico, nella speranza di fare il bis (o di essere rieletti per l’ennesima volta) e di continuare a campare – e bene – sul bilancio regionale e, quindi, sulle tasche dei cittadini, che – rincitrulliti – riusciranno fra pochi mesi a farsi gabbare ancora una volta da bugie, promesse e pacche sulle spalle”.

“Da quasi un mese – ha ricordato G. Pagliaro – la nostra Terra dei fuochi è senza una guida. Il 16 dicembre è scaduto infatti l’incarico del commissario alle bonifiche Mario De Biase, prorogato più volte nel corso degli ultimi dieci anni. E ad oggi, nel disinteresse istituzionale, dell’eventuale sostituto non vi è alcuna traccia”.

“Il 16 ho chiuso l’ufficio – ha dichiarato Mario De Biase a LINKIESTA – ho consegnato la chiave in portineria e ho spedito un’ordinanza in cui ho comunicato il trasferimento delle competenze al capo di gabinetto della Regione Campania. Da allora nessuno mi ha contattato”.

E così dal 17 dicembre tutto si è fermato, con la regione Campania e il ministero dell’Ambiente che fanno a <scaricabarile> su chi abbia o meno le competenze in merito. Dalla Regione fanno sapere che già dallo scorso novembre era stata richiesta al Governo una norma per garantire il proseguimento della struttura commissariale almeno fino a fine 2020 (una richiesta che sarebbe stata inviata per tre volte all’indirizzo del ministero dell’Ambiente, senza ricevere risposta). Dal ministero dell’Ambiente ribattono, invece, che – legge alla mano – la nomina del commissario nel 2010 e le numerose proroghe sono avvenute con ordinanze della Protezione civile e, quindi, della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Insomma, fanno capire che il ministro dell’Ambiente da solo non ha il potere di effettuare nuove proroghe. Inoltre, si legge in un comunicato, <fin dall’ordinanza di protezione civile numero 425 del 2016 la Regione Campania è indicata come amministrazione competente subentrante al commissario>. E non essendo quello della Terra dei fuochi un Sito di interesse nazionale (Sin) – ribadiscono fonti ministeriali – la competenza quindi sarebbe ormai regionale. <Cosa ha fatto la Regione per prepararsi al passaggio di consegne annunciato da almeno quattro anni?>, si chiedono nei palazzi romani. E, intanto, i nostri Consiglieri regionali uscenti eletti nella Terra dei Fuochi sono in tutt’altre faccende affaccendati, se ne fottono della pelle dei cittadini, continuando a pensare soltanto alla loro riconferma, da conseguire ad ogni costo e al di là di liste, schieramenti e programmi.

“La nostra Terra avvelenata – conclude il rappresentante dell’AMBC – potrà continuare a bruciare e a fare vittime, per loro conta soltanto essere rieletti ad ogni costo, comunque e con chiunque. Per continuare a fare ciò che hanno fatto, ovvero a distruggere la nostra povera Campania”.

 

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Associazione Mondragone Bene Comune Referente Gianni Pagliaro contatti: giannipagliaro@gmail.com

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