22 Ottobre 2020

Padre Antonio Rungi: “Fuori luogo e offensivo l’intervento di Gheddafi”.

“E’ da considerarsi fuori luogo inopportuno e offensivo della libertà religiosa  di tutti e non solo dei cristiani l’intervento del Colonnello Gheddafi sulla conversione all’Islam dell’Europa. Un capo politico non viene a fare proselitismo, né strumentalizza la sua visita politica per scopi religiosi. Come cattolici e credenti siamo profondamente dispiaciuti per questa uscita di Gheddafi in Italia e soprattutto a Roma” è quanto ha dichiarato il teologo morale campano, padre Antonio Rungi, in margine alle recenti esternazioni dell’uomo politico Gheddafi.

“Noi cattolici abbiamo massima stima e rispetto delle altre religioni e chiediamo altrettanto rispetto della religione cattolica. Basta leggere con attenzione quanto ha scritto il Concilio Vaticano II, nella Nostra Aetate, in un uno dei documenti fondamentali del suo insegnamento dottrinale e si capisce esattamente come la Chiesa cattolica si rapporti al discorso della libertà religiosa e specialmente nei confronti dell’Islam. 

La Chiesa, infatti, guarda con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati.

Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.

Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà. Questo rispetto reciproco chiediamo al Colonnello Gheddafi che si è fatto impropriamente missionario e predicatore dell’Islam in una nazione cristiana e cattolica e in Europa che, al di là della sua professione di laicità, ha le sue origini storiche, culturali, religiose, morali, civili, giuridiche nella religione cristiana.

Dovrebbe essere interesse dello stesso Gheddafi non squilibrare i rapporti internazionali e tantomeno i rapporti tra le varie religioni, ma aiutare il loro faticoso lavoro per costruire insieme, nel pluralismo e nella diversità, una società più umana, più pacifica, più giusta, più rispettosa dei diritti fondamentali dei singoli e dei gruppi. Il Colonnello Gheddafi dovrebbe evitare di fare queste uscite e limitarsi al suo ruolo politico e non di capo religioso come vuole apparire. Il proselitismo se può dare fastidio a qualcuno non può essere accettato dagli altri. Ognuno rispetti le sane tradizioni, la cultura e la religione di provenienza, pur nella libertà di fare qualsiasi scelta di fede autonomamente, senza alcuna imposizione, costrizione nè tantomeno propaganda, strumentalizzando la politica e le visite di Stato”.

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contatti: antonio.rungi@tin.it

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