29 Ottobre 2020

Mondragone, un Piano Spiaggia vecchio e dannoso per tutti

Sono scaduti i termini per presentare eventuali osservazioni al piano di utilizzo della fascia costiera del Comune di Mondragone.

Gianni Pagliaro, Antonio Taglialatela e Antonio Patalano che con un gruppo di cittadini hanno discusso per giorni il Piano Spiaggia per Mondragone e hanno presentato al Comune un articolato documento di osservazione e proposte, sono abbastanza critici rispetto al lavoro proposto.

Speriamo che questo processo di democrazia partecipativa non faccia la fine di altri tentativi di coinvolgimento attivo della cittadinanza e ridotto ad un mero adempimento burocratico, ma serva a recepire effettivamente critiche e suggerimenti e a migliorare le ipotesi programmatiche.

“È un piano vecchio di nove anni – sottolinea Gianni Pagliaro – e nel frattempo molto è cambiato, a partire dai fenomeni naturali ed antropici che hanno modificato la nostra costa. Ma, è soprattutto, un piano troppo parziale, che considera soltanto un piccolo tratto di spiaggia, quella centrale e urbana, trascurando il lunghissimo tratto di spiaggia a nord e a sud di esso.

Come si fa a programmare, a valutare costi e benefici degli interventi previsti nel piano, senza considerare tutta la costa, tutti gli stabilimenti esistenti e tutte le attività commerciali? Si corre così il rischio di disparità di trattamento e di aggravare la situazione complessiva del settore”.

Antonio Taglialatela punta, invece, il dito, sull’assenza nel piano spiaggia di dati e studi socio-economici su Mondragone:

“Ci domandiamo: sulla base di quali dati si prevedono nuovi stabilimenti balneari e per giunta solo in un piccolo tratto? Mancano del tutto i dati riguardanti le attività commerciali dell’intera costa mondragonese e, soprattutto, mancano informazioni e stime sui flussi turistici. Perché, quindi, nuovi stabilimenti e non invece più spiaggia libera o più spiaggia attrezzata?”

L’arch. Antonio Patalano, che ha studiato e proposto alcune modifiche al piano, dal Parco delle Dune come Sito di Interesse Comunitario al cambio di destinazione d’uso del solo piano terra degli immobili che si affacciano sul lungomare, allo scopo di riqualificare l’intera area, riqualificazione degli immobili già esistenti sottolinea che ci si sta colpevolmente dimenticando della direttiva Bolkestein che inciderà anche sulle concessioni demaniali, che non si potranno più rinnovare automaticamente ma dovranno essere oggetto di bando pubblico.

“Come mai – sottolinea l’arch. Patalano – ovunque in Italia da mesi il settore è in fibrillazione, tra proteste e proposte e da noi tutto tace? Anzi, si discute di un piano spiaggia e non si considera affatto quella che appare come una vera e propria rivoluzione destinata ad incidere profondamente in ordine a vecchi privilegi ed antiche posizioni di rendita.”

Commenta per primo

Lascia un commento