29 Ottobre 2020

Giovane Italia: “Assurde le parole del segretario del Psi”

Riportiamo le dichiarazioni del coordinatore di Giovani Italia Mondragone, Fabio Taglialatela: “Trovo assurdo, inaccettabile e paradossale che un segretario cittadino del Partito Socialista Italiano possa definire il pupillo di Nenni, segretario nazionale del PSI dal 1976 al 1993, l’uomo del nuovo corso, l’autore de il vangelo socialista, artefice de l’autonomia socialista – che contribuì in maniera decisiva all’elezione del […]

Presidente della Repubblica Sandro Pertini – primo, e unico Presidente del Consiglio dei ministri socialista della storia della Repubblica Italiana “soltanto una parentesi infelice” della storia politica del proprio partito.

Per il resto, parafrasando Andreotti, a parte le guerre puniche, Taglialatela del PSI ci ha attribuito veramente tutto. Ad ogni modo, in qualità di coordinatore cittadino della Giovane Italia non posso non sottoscrivere le parole del coordinatore cittadino del PdL, e nel contempo, non posso non essere orgoglioso di averlo affiancato, a guida del gruppo giovanile da me diretto, nella marcia democratica verso Palazzo Grazioli, che insieme al Sindaco Giovanni Schiappa abbiamo intrapreso domenica scorsa per solidarizzare con il Sen. Silvio Berlusconi per l’esito delle sue ultime eclatanti vicende personali, giudiziarie e, a nostro sommesso avviso, evidentemente politiche. Soprattutto, inoltre, sono orgoglioso di essermi prodigato, con l’intero coordinamento cittadino della Giovane Italia e del Popolo della Libertà, affinché si raggiungesse qui a Mondragone la quota delle 600 firme raccolte a sostegno della proposta referendaria su vari temi dell’amministrazione della giustizia presentata dal Partito Radicale Italiano. Quella stessa proposta che, a quanto mi risulta, proprio nelle ore in cui le ci attaccava, come uomini e come partito, il segretario nazionale del suo partito di appartenenza – On. Riccardo Nencini – invitava a sottoscrivere mediante una nota stampa pubblicata anche sul sito del Partito Socialista italiano, ritenendo che “fino a quando il tema giustizia costituirà la linea di confine e quindi il combattimento fra schieramenti alternativi, l’Italia non uscirà dallo stato di crisi politico-istituzionale nel quale si trova”. La diversità di approccio e di sensibilità da Lei mostrata, rispetto a quella dei suoi autorevoli leader, quindi, dimostra non solo una cattiva conoscenza della storia delle istituzioni democratiche della Repubblica Italiana e del partito da lei rappresentato, ma anche la volontà di disconoscimento della stessa, e peggio ancora, del presente e del futuro del suo stesso partito”.

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