27 Ottobre 2020

Gli incomprensibili silenzi di Nichi

Dopo acceso e contrastato dibattito interno il partito caro a Nichi Vendola ha scelto a Napoli di sostenere la candidatura del prefetto Mario Morcone, proposto dai vertici nazionali del Partito Democratico dopo il misero fallimento delle primarie e dopo il commissariamento del partito a Napoli.

Candidatura avallata e sostenuta da Bassolino e Cozzolino. Le dichiarazioni a caldo dei responsabili provinciali e regionali di SEL: “grande giornata di democrazia” e dell’On. Cozzolino “Morcone candidato unitario di tutto il centrosinistra” si commentano da sole per quanto sono lontane dalla realtà e fuorvianti.

La scelta di sostenere il dott. Morcone è stata sancita da una consultazione referendaria tra gli iscritti a Napoli di SEL. Referendum interno a cui i media hanno dato grande visibilità e che è stato preceduto da un confronto tra il partito e i candidati Morcone e de Magistris.

Al referendum  ha partecipato solo il 28% degli iscritti di SEL. Eppure in gioco erano i destini di Napoli, che evidentemente non hanno particolarmente a cuore, dovremmo ritenere, agli iscritti di SEL.

Determinante è risultato il seggio di Barra dopo vi è stata alta partecipazione e consenso plebiscitario per Morcone. Curiosamente lo stesso seggio dove alle primarie di fine gennaio- volute, organizzate, delegittimate e mai riconosciute dal PD- vi era stata una indicazione  quasi unanime a favore di Cozzolino a danno degli altri candidati alle primarie (tra cui il dott. Mancuso ufficialmente sostenuto da SEL) . Il politico di riferimento di SEL nella zona orientale di Napoli è il dott. Dino Di Palma, già esponente di rilievo dei Verdi e presidente della provincia di Napoli per due mandati che hanno coinciso con quelli di Bassolino alla guida della regione Campania.

Ma quello che lascia davvero perplesso è l’incomprensibile silenzio di Nichi Vendola, l’uomo delle seducenti narrazioni e dell’investitura popolare. Non si interroga e nulla ha da dire sulla misera partecipazione degli iscritti napoletani al referendum interno avente per oggetto un tema così politicamente e amministrativamente significativo? Non si interroga e nulla ha da dire sulle modalità di tesseramento e di coinvolgimento dei suoi iscritti? Qual è il suo giudizio sul Bassolinismo e sul ruolo che Bassolino e sodali stanno avendo nel definire candidati e schieramenti per le prossime elezioni amministrative napoletane?

E gli intrecci, per alcuni versi indissolubili, tra la sua dirigenza napoletana e coloro che negli ultimi 15 anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo a Napoli e in Campania non lo angustiano?

Certo l’uomo da battere è Lettieri, i suoi sponsor e gli interessi che questi rappresentano. E comunque  vada il primo turno sarà doveroso unire le forze al ballottaggio.

Ma troppi silenzi, troppe omissioni, caro Nichi, per proporti come l’uomo del cambiamento e speranza per l’Italia. Ti sei rintanato quando potevi librarti in volo.

E se i Napoletani, a prescindere dai partiti e dalle tessere, volessero davvero voltare pagina e affidare i loro destini a un giovane concittadino dalla storia limpida, dalla schiena dritta e dal sorriso schietto e promettente?

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