31 Ottobre 2020

Emilio Iannotta (IdV), analisi del convegno romano dell’Italia dei Valori

Ho partecipato il 31 maggio, a Roma, al convegno di Italia dei Valori dedicato all’agricoltura. Ad esso hanno partecipato, oltre alle figure istituzionali del partito impegnate sul tema nelle Commissioni di Camera e Senato, numerose sigle sindacali e associazioni di categoria. Presente, tra gli altri, Lino Martone, da sempre impegnato nella tutela degli agricoltori e del nostro territorio.

Tra gli amici campani mi piace sottolineare la presenza del Sen. Lorenzo Diana e del direttore di Orizzonti Nuovi, l’amico Orlando Vella.

Tanti e passionali gli interventi. Il settore vive una grave crisi e le risposte del Governo tardano ad arrivare. E come non osservare che il comparto agricolo e l’allevamento, che da sempre hanno costituito l’ossatura della nostra economia, oggi vedono gli operatori in grave difficoltà per l’aumento delle procedure igienico sanitarie, la competizione impari- frutto della globalizzazione e degli scarsi controlli sull’origine e la sicurezza alimentare- con prodotti provenienti dall’estero e facilmente accessibili nella grande distribuzione? E come non ricordare che i pochi fondi destinati dal Governo al comparto agricolo sono totalmente assorbiti dagli allevatori del Nord e utilizzati per non pagare le multe per le quote latte?

Dal convegno sono emerse analisi e proposte, partendo dall’assunto che in un mercato globale come quello attuale, dove le dinamiche di prezzo sono condizionate da fattori lontani ed imprevedibili, le risposte e le contromisure non possono che essere politiche e di sistema.

In conclusione, gli spunti di riflessione sui quali sviluppare le nostre proposte per l’agricoltura, senza voler essere esaustivi, ruotano almeno sulle seguenti esigenze:

  • difesa delle produzioni locali, biologiche e tipiche attraverso i marchi di qualità e la promozione del “made in Italy” agroalimentare;
  • favorire l’attuazione di ogni strumento possibile che dia trasparenza all’origine della materia prima nel prodotto industriale;
  • favorire l’accesso al credito dell’impresa agricola attivando fondi di rotazione e di garanzia appositi;
  • finanziare gli strumenti che favoriscano l’imprenditoria giovanile in agricoltura;
  • fornire strumenti di sanzione agli organismi di monitoraggio dei prezzi al consumo;
  • aiutare i piccoli agricoltori collocati in aree marginali che spesso sono l’unico strumento di difesa ambientale, con l’istituzione di opportunità di commercializzazione locale e di filiera corta;
  • sostenere con forza ogni iniziativa imprenditoriale che riporti il controllo dell’agricoltura sulla formazione del prezzo, come la costituzione delle filiere agroalimentari integrate tra produttori associati;
  • istituzione di un monitoraggio attivo delle posizioni di cartello delle piattaforme distributive che di fatto impediscono ai produttori di scegliere il loro miglior cliente, privandoli di ogni potere contrattuale;
  • denunciare le infiltrazioni della criminalità nella distribuzione agroalimentare;
  • sostenere produzioni alternative ed attività di integrazione al reddito nelle situazioni di comparti in crisi, come nel settore bieticolo, nella tabacchicoltura e nella pastorizia;
  • indirizzare le normative nazionali verso inserimento delle produzioni di energia rinnovabile in agricoltura come opportunità di integrazione al reddito e limitazione degli impianti di tipo speculativo;
  • sostenere che vengano inseriti nei fondi europei forme premianti per le aziende agricole che svolgono attività di tutela del territorio ed ambientale;
  • rivedere globalmente il corpus normativo incombente sull’agricoltura come adempimenti burocratici poiché i costi relativi agli adempimenti formali,quando non sono necessari e non utili al controllo dell’illegalità, incidono inevitabilmente sul prezzo di vendita e levano tempo all’agricoltore.

Emilio Iannotta

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