18 Luglio 2019

L’apologo di Agrippa – i moderni “Agrippa” e la nuova plebe

Torna ancora convincente l'apologo agrippino, bisogna solo adattarlo allo spirito che anima i moderni “agrippa” e la nuova plebe.

Torna ancora convincente l’apologo agrippino, bisogna solo adattarlo allo spirito che anima i moderni “Agrippa” e la nuova plebe.

E’ vero che se le braccia e le gambe non fanno il loro lavoro, lo stomaco si indebolisce e non può più rifornirle di nuove energie; ma è vero anche che vi sono stomaci tanto insaziabili che abbrancano a più non posso, si appesantiscono e funzionano peggio che se rimanessero vuoti… e niente più energie agli arti!

Peggio di peggio, quando il cibo non … è genuino. Come sta avvenendo, adesso, per le ricchezze fatue, accumulate dai nuovi ricchi: tutto sulle parole e su vantata fiducia. Mi riferisco a quelle imprese che fondano i loro floridi affari sulle “garanzie” cui sanno dar valore e, quindi, vendere, incassando denaro liquido in cambio di promesse. Quando sono queste che reggono il gioco, a lungo andare e allargando il giro per forza di vitalità, qualcuno rimane indietro e scoperto, perché non c’è più sostanza sufficiente alla base e restano solo “carte” firmate, ormai carenti di fede commerciale. Fino a quando l’economia tira, va sempre bene e anche meglio. Ma tira quando è reale, o passa per tale, fino a quando c’è chi compra, e anche le chiacchiere. Cioè fino a quando c’è denaro da spendere… guadagnato o conservato. In tale clima puoi anche far crescere i profitti dal 30% al 300% ; perché alla base c’è ancora quel solido fondamento fatto di lavoro e sudore della povera gente: unica ricchezza reale.  La grande massa che si dà da fare per sopravvivere, almeno le chiacchiere non le compra più; ed hai voglia di sofisticare i prodotti e solleticare i palati. Lì si compra solo il necessario per campare!  Ciò accade se, da ingordo, esasperi la situazione di comodo, riducendo le spese  per aumentare ulteriormente i profitti e, mai ovviamente, facendo levitare la paura  in quelli di rimanere senza posto; oppure, subodorando il temporale, credendoti più furbo degli altri, vuoi dare solidità alla tua posizione e cominci a tagliare la fiducia in chi non ti piace, ma di  riflesso c’è il contraccolpo; negativo anche nei tuoi riguardi. Allora, che fai? Il fondo che ti sei creato per te, ti dai tutti i motivi per non toccarlo. Ci occorre un fondo monetario comune; quello sudato, naturalmente, messo insieme dalla povera gente (gli arti) per rinsanguare e rimettere in buona salute le imprese in difficoltà (lo stomaco). Altrimenti, il lavoro, chi te lo dà più? Così ammonisce lo stomaco e già programma gli investimenti che farà con quei fondi comuni. Ora, però, si suda senza fatica; a freddo: perchè in clima di autoregolamentazione di mercato, ci vuole molto meno intelligenza a “fare” denaro che a “farlo valere”.

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