31 Ottobre 2020

Francesco Miraglia, “Patetico lo sfogo dei componenti di Progetto Democratico”

A proposito del comunicato stampa del gruppo di “Progetto democratico” apparso sulla stampa giovedì 20 ottobre, l’arch. Francesco Miraglia, componente della Direzione Provinciale PD di Caserta, rende nota la sua posizione.

È alquanto patetico, a tratti giullaresco, lo sfogo dei componenti di Progetto Democratico, ossia l’ex sindaco con i due o tre vassalli rimastigli, pronti anche a rassettargli casa per un incarico o una carezza dal padrone.

Ed è ridicolo quando si parla di “tradimento”, soprattutto se detto da chi, sin dal 2010, ha cercato di fare alleanze contro la maggioranza eletta dalla Città, sino a nominare congiunti di Consiglieri compiacenti utili al “salto della quaglia”.

Io e il collega Emilio Sorrentino, regolarmente eletti nella Direzione Provinciale del Pd, finora sostenitori dell’attuale Segretario, abbiamo cercato di opporci ad un commissariamento che riteniamo ingiusto nei termini e nei modi, come chiarito nella nostra segnalazione ai garanti.

Non si può pensare di commissariare un’entità politica legittimamente riconosciuta e statutariamente valida, tanto da aver eletto dieci delegati al Congresso Provinciale, senza alcun motivo, solo perché un gruppo di ex iscritti blatera di tradimenti tra una contumelia e l’altra, magari sperando di riconquistare posizioni ormai perse.

Sarebbe invece utile se questo gruppo informasse la Città dei contorni della triste vicenda che ha portato l’ex sindaco, evidentemente mal consigliato, a pensare di svendere il mandato elettorale, cercando a tutti i costi un approdo a destra. Tra l’altro, essere definiti “contigiani membri” da personaggi dal piglio feudale e familistico, che nominano assessori i propri parenti, non ci offende minimamente.

Ci fa riflettere, semmai, l’estenuante ripetersi della parola “membro”, di certo un malcelato lapsus freudiano.

Nei confronti della morte, e questi signori politicamente sono “morti che camminano”, ci sono cinque fasi: negazione della realtà e isolamento, rabbia, auto-recriminazioni, depressione e, infine, accettazione. Credo che lor signori siano alla seconda fase, a giudicare dalla rabbia squamosa che riversano nei loro “comunicati strambi”; ci si augura che raggiungano la fase dell’accettazione quanto prima, anche a tutela della loro sanità mentale.

Nel frattempo, mentre cerchiamo di comprendere perché l’esperienza politica provinciale del Pd si arena su questioni kafkiane, avendo il Segretario D. Abbate proclamato decisioni perlomeno insolite, cercheremo di abituarci alle “parate” di chi, avendo perduto peso politico, si aggira per la città “canuto e stanco”, ad elemosinare brandelli di approvazione, sperando di riconquistare una credibilità di cui, a giudicare da quanto sta accadendo, non ha mai goduto.

Dunque, si arrendano all’evidenza e tacciano finalmente i “non più governanti”, per non scatenare azioni da parte di chi potrebbe ribattere colpo su colpo, avendo molto da dire anche su quella “moralità politica” della quale qualcuno si è inopinatamente riempito la bocca.

Allora che si fa, direbbero gli sfogati? Semplice, diremmo noi: si rimane a casa a riflettere, cercando di imparare dagli errori commessi.

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