17 Agosto 2019

Mondragone (Ce). L’annuale commemorazione dell’eccidio nazista delle Cementare

padre antonio rungi “Il recupero della memoria. La strage delle Cementare e le stragi naziste in Italia”, è questo il tema dell’incontro culturale che si svolgerà presso l’aula magna del Liceo Scientifico Statale “G.Galilei” di Mondragone (Ce), giovedì prossimo, 24 novembre, con inizio alle ore 10,30.

Interverranno il dottor Giuseppe di Chiara, dirigente scolastico del liceo scientifico statale di Mondragone; il Signor Antonio Taglialatela, presidente dell’Associazione Quartiere Sant’Angelo in Mondragone; dottor Michele Capomacchia, Commissario prefettizio al Comune di Mondragone; il professore Agostino Pagliaro; il dottor Paolo Albano, Procuratore ad Isernia. I lavori saranno moderati dalla professoressa Filippa De Gennaro, vicepreside del locale liceo statale. Nel corso della conferenza sarà ricordato l’eccidio delle Cementare, avvenuta attraverso le mani violente e massacratorie delle forze armate tedesche, durante la seconda guerra mondiale, che colpì anche Mondragone con morti e stragi, soprattutto di giovani cittadini.

I 17 martiri delle Cementare corrispondono ai nomi di Basciotti Luca (anni 21); Bencivenga Vincenzo (anni 15); Brodella Vincenzo (Anni 15); Ceraldi Emilio (anni 16); Crocco Antonio (anni 19); Degli Schiavi Michele (anni 17); Falcone Angelo (anni 19); Gallo Francesco (anni 19); Manzillo Salvatore (anni 16); Nerone Valentino (anni 32); Rozza Giuseppe (anni 19); Sorrentino Giovanni (anni 29); Taglialatela Michele (anni 56); Tartaglia Antonio (anni 19); Totolano Carmine (anni 38).

Il tragico fatto di sangue avvenne in località “Cementare” da qui ha preso il nome dell’eccidio Mondragone, sulla strada che all’epoca conduceva a Falciano del Massico. Molti mondragonesi furono costretti a rifugiarsi a Falciano del Massico per scampare alle barbarie della guerra ed alle deportazioni, visto che Mondragone era teatro di azioni militari. Alcuni regolarmente tornavano in città, pur tra mille pericoli per rifornirsi di viveri per controllare le loro case abbandonate.

La mattina del 28 ottobre del 1943 i nazisti trovarono un loro commilitone ucciso presso la Starza. Subito scattò la rappresaglia: diciassette persone, per lo più minorenni, altri più fortunati avevano scelto un’altra strada, che cercavano di ritornare a Falciano ove erano sfollati i loro familiari furono fermati e condotti in una cava. Addossati ad una parete di tufo furono fucilati. La loro tomba fu la cava che, minata, crollò sui giovani corpi. Non furono solo questi 17 giovani, ma altri civili furono massacrati dai nazisti, per un totale di 54 persone.

All’incontro prenderanno parte gli studenti delle classi quinte del Liceo Galilei, che nel loro percorso didattico di storia, filosofia, letteratura, scienze sociali studiano la seconda guerra mondiale e si preparano, anche attraverso la storia locale, ad affrontare gli esami di Stato, partendo proprio dal recupero della memoria dei tanti fatti di sangue che hanno contrassegnato le triste vicende della seconda guerra mondiale. “Occasione questa –afferma il professore Antonio Rungi, docente di Filosofia e Pedagogia- per far riflettere, giovani ed adulti sull’assurdità della guerra e di ogni guerra, una avventura disumana senza ritorno e senza alcuna utilità per nessuno. Trattandosi di giovani martiri di Mondragone che sacrificarono la vita per la Patria, questo loro esempio di coraggio sia uno sprone per i giovani di oggi a mettere al centro delle loro attività e prospettive di vita la pace, la solidarietà, la giustizia sociale, la tolleranza e i tanti valori che costituiscono il nucleo portante di ogni società civile ed evoluta culturalmente. La guerra nasce dall’ignoranza e si alimenta di ignoranza. Solo la vera cultura alimenta la pace e costruisce ponti di pace. La memoria del passato ci deve aiutare a non sbagliare oggi e nel futuro a livello mondiale”.

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