21 Ottobre 2020

Padre Antonio consiglia una Festa della Donna nel ricordo di Yara.

Il teologo propone la sospensione dei festeggiamenti anche per il dramma del Nord Africa.

La festa della donna del 2011 sia completamente dedicata al ricordo di Yara Gambirasio e Sarah Scazzi. Le due minorenni uccise barbaramente nel corso del 2010, che hanno lasciato nel cuore degli italiani tanta sofferenza e rabbia.

E’ quanto propone il teologo morale campano padre Antonio Rungi, alla vigilia della ricorrenza annuale della Festa dell’8 marzo.

“Suggerisco di fare festa – commenta Padre A. Rungi – in modo contenuto ed ove fosse possibile eliminare tutte quelle manifestazioni che svuotano di senso la stessa festa della donna; no a cene, cenette e esclusive per il gentil sesso. Piuttosto concentrarsi sulla festa come momento di riflessione sulla condizione della donna in Italia e nel mondo. E per i cattolici fare di questa festa un momento di preghiera e meditazione”.

Aggiunge poi il teologo Antonio Rungi: “La singolare coincidenza della festa della donna con il Carnevale suggerisce quest’anno, data la situazione italiana e mondiale con le guerre civili in atto in Nord Africa e in altre parti del mondo, con le tante umiliazioni subite dalle donne, di non ridurre la festa dell’8 marzo a baldoria, a sfrenato divertimento tipico del Carnevale. Sarebbe più giusto e e anche più apprezzabile sospendere le manifestazioni di Carnevale, in segno di solidarietà alle tante donne che hanno subito violenza; donne uccise in varie parti del mondo nel 2010 e in questi primi mesi del 2011”.

“Non possiamo non guardare al mondo – conclude Padre Antonio – con l’occhio della solidarietà e della condivisione dei momenti di gioia e di sofferenza. Con il clima italiano e mondiale che respiriamo, c’è poco da essere allegri e molto, invece, preoccupati per la crisi economica, dei valori e per il calo di umanità che si registra in varie parti del mondo non solo nei confronti delle donne, ma di tutti gli uomini, soprattutto verso i più deboli e indifesi. Se festa di Carnevale deve esserci ci sia solo per i piccoli che hanno diritto di gioire, ma di una vera gioia che la comunità nazionale deve assicurare ai bambini non solo a Carnevale, ma sempre e in ogni istituzione ed luogo di questa nostra sofferta terra italiana”.

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