29 Settembre 2020

Per un Reddito di Cittadinanza utile anche alla Collettività

Nella Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 Gennaio scorso è stato pubblicato il decreto 22 ottobre 2019 recante: “Definizione, forme, caratteristiche e modalità di attuazione dei Progetti utili alla collettività (PUC)“.

Come noto il beneficiario del Reddito di Cittadinanza (RdC) è tenuto ad offrire, nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per collaborare gratuitamente a progetti utili alla collettività, da svolgere nel suo comune di residenza. La mancata adesione ai PUC comporta la perdita del Reddito di cittadinanza. Illustrate, nel decreto, le modalità di svolgimento e le caratteristiche dei progetti che dovranno essere attivati.

Incaricati delle attività sono i Comuni che possono avvalersi della collaborazione di enti del Terzo settore oppure altri enti pubblici, e potranno riguardare gli ambiti culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, purché non oggetto già di precedenti appalti esterni. La durata dell’impegno richiesto non può essere inferiore a 8 ore settimanali e può arrivare a 16 previo accordo, con una programmazione flessibile. Non possono essere svolte attività in sostituzione di personale dipendente del Comune o dell’ente incaricato dei servizi e non possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali o ferie.

Ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza impegnati nei PUC si applicano gli obblighi in materia di salute e sicurezza in vigore.

Saranno quindi coperti da una assicurazione INAIL a carico del Comune (a valere sulle risorse stanziate per il RdC dal Fondo Povertà) per la quale si attende un decreto che definisca l’importo del premio unitario speciale. Il Comune dovrà inserire i progetti attivati con il numero di posti disponibili nella Piattaforma GEPI dove possono essere valutati dai responsabili del Patto per l’inclusione sociale e dei Patti per il lavoro, per la programmazione.

Nel caso in cui il numero di PUC attivati da parte del comune sia inferiore a quello necessario per gli obblighi di tutti i beneficiari di Reddito di Cittadinanza si seguiranno i seguenti criteri   di priorità:

  1. la partecipazione di almeno un componente   per   nucleo famigliare, a cominciare dal più giovane tra quelli tenuti agli obblighi;
  2. beneficiari di Reddito di Cittadinanza di importo maggiore. In attesa della realizzazione della Piattaforma, si procederà all’assegnazione degli incarichi secondo l’ordine di convocazione dei beneficiari da parte dei Comuni e dei Centri per l’impiego.

L’AMBC spera che l’Amministrazione comunale non perda l’occasione di strutturare PUC effettivamente utili alla città, cercando di mettere a riposo abusivi consiglieri delegati (i quali troverebbero il modo di fare anche sui PUC e sul RdC clientela e propaganda) e coinvolgendo l’associazionismo locale fin dalla progettazione. Così come si augura che i beneficiari del Reddito di Cittadinanza (all’inizio dell’agosto scorso a Mondragone le domande erano state ben 1.370) sappiano dare a tutta l’operazione di welfare che li coinvolge il necessario senso di generatività.  

L’AMBC, come ama ripetere, resta a disposizione e segnala questo link dal quale scaricare materiali, dati e informazioni sul Reddito di Cittadinanza.

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Associazione Mondragone Bene Comune Referente Gianni Pagliaro contatti: giannipagliaro@gmail.com

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