21 Ottobre 2020

Pescopagano, l’Onorevole Cirielli presenta una Interrogazione Parlamentare

cirielli

L’On. Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia ha presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare relativamente alla rivolta di Pescopagano. Ecco il testo dell’interrogazione.

 

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05651 Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 270 del 23/07/2014

Firmatari

Primo firmatario: CIRIELLI EDMONDO

Gruppo: FRATELLI D’ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE Data firma: 23/07/2014 Destinatari Ministero destinatario:

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

MINISTERO DELL’INTERNO

Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data

23/07/2014

Stato iter: IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05651 presentato da CIRIELLI Edmondo testo di Mercoledì 23 luglio 2014, seduta n. 270 CIRIELLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:

il litorale della provincia di Caserta, compreso nei territori comunali di Mondragone e Castel Volturno, fino al confine con il comune di Pozzuoli e la provincia di Napoli, ormai da decenni, è soggetto a flussi migratori di varie etnie e natura, quasi sempre incontrollati e irregolari; il fragile equilibrio tra italiani e immigrati in questo territorio, un tempo luogo di villeggiatura, si sta spezzando, diventando una pericolosa bomba sociale pronta ad esplodere da un momento all’altro; come nel settembre 2008, quando il clan dei Casalesi guidato da Giuseppe Setola fece strage di sei immigrati per il controllo dello spaccio di droga, infatti, una nuova preoccupante rivolta ha inondato le strade di Castel Volturno; in particolare, il 14 luglio a Pescopagano, territorio di Mondragone a confine con il comune di Castel Volturno, zona dove convivono non senza difficoltà la comunità italiana e una folta comunità africana, decine di immigrati sono scesi in strada dopo il ferimento a colpi d’arma da fuoco di due ragazzi della Costa d’Avorio, scatenando una vera e propria azione di guerriglia urbana, con auto date alle fiamme e un appartamento incendiato; gli episodi di violenza e razzismo contro gli italiani, posti in atto dai residenti stranieri, hanno visto contrapporsi la reazione della popolazione locale e della cittadinanza la quale ha risposto con prevedibili atti di insofferenza e manifestazioni per chiedere la fine di questa ingombrante presenza abusiva; i cittadini italiani chiedono sicurezza per le loro famiglie e per il territorio; la dinamica dei fatti è stata ricostruita, ma si è trattato solo di una scintilla in un contesto sociale e criminale che a Castel Volturno è, a dir poco, esplosivo: tale inaudito episodio di violenza è, infatti, solo l’ultima goccia della lunga serie di conflitti, aggressioni, come la protesta attuale dimostra, ma anche furti e sistematiche opere di saccheggio avvenute ai danni della comunità dei residenti italiani, ma a volte anche di stranieri regolari; sul territorio ci sono 25 mila cittadini censiti e 15 mila neri, la maggior parte irregolari: il problema non è soltanto la proporzione numerica quanto la mancanza di lavoro per tutti, il degrado sociale, lo spaccio di droga, la prostituzione; come riportato dai maggiori quotidiani nazionali, lo storico clan dei Casalesi, che ha sempre controllato il territorio usando gli stranieri come manovalanza, ora, decimato da arresti e sequestri, sarebbe stato soppiantato nei traffici e nel controllo del territorio dalla mafia africana; in tutto questo, il grande assente è lo Stato che ha consentito che il territorio di Castel Volturno divenisse vittima di sciacallaggio sociale senza intervenire a porre un freno all’immigrazione selvaggia e illegale, fino a mettere gli uni contro gli altri gli abitanti di Castel Volturno e Mondragone; negli anni passati si è già assistito a episodi di intolleranza cruda e crudele fra diverse etnie presenti sul territorio e fra immigrati e popolazione residente; al di là dei fatti noti alla collettività nazionale perché veicolati dai media, come ad esempio la citata «strage di San Gennaro», con la morte dei sei extracomunitari trucidati dalla delinquenza locale per regolamento dei conti, tanti e diversi episodi, non conosciuti ai più, si sono ripetuti negli anni; è noto alla popolazione lo scontro fra immigrati di diverse etnie e iraniani del 2009, che provocò la distruzione di esercizi commerciali lungo la domitiana o la marcia dei cittadini di Castel Volturno che manifestarono nel 2010 il proprio disagio sociale verso una situazione di illegalità diffusa e di insicurezza sociale che minacciava il loro comune; il fenomeno dell’immigrazione clandestina, dunque, è una piaga ormai endemica per questo territorio che va ad alimentare quel cancro sociale che, insieme alla delinquenza, al malaffare, all’assenza di trasparenza nell’amministrazione pubblica, contribuisce a esasperare lo stato e la sicurezza sociale; come se ciò non bastasse, la presenza a Castel Volturno di una forte realtà assistenziale, il Centro Fernandez, centro di prima accoglienza, ha generato forme di aggregazione non controllate o controllabili fino a provocare un flusso di immigrazione «spontanea» in aggiunta a quello veicolato sul territorio dall’attività assistenziale della Caritas e del Ministero dell’interno; dal 30 giugno 2014, poi, Castel Volturno è stata individuata quale base di trasferimento di un significativo gruppo di stranieri, di diverse e sconosciute etnie, che sono stati inoculati sul territorio comunale senza alcun preavviso e senza alcuna programmazione apparente; le unità sono state allocate presso alcune residenze site in località Ischitella, del comune di Castel Volturno, in un complesso immobiliare definita «La Quiete», complesso nella disponibilità di tale Associazione «Un’ala di Riserva», con sede legale nella diversa provincia di Napoli, in Pozzuoli; il flusso di immigrati è aumentato esponenzialmente a totale insaputa del comune di Castel Volturno; sarebbero, tra l’altro, emerse notizie circa le non perfette condizioni igienico-sanitarie di alcuni alloggi; in un territorio così vasto come Castel Volturno le forze dell’ordine non hanno alcun potere di controllo, perché sono in numero troppo esiguo rispetto alle istanze di sicurezza e «normalità» disattese da decenni; anche il neosindaco di Castel Volturno, Russo, ha spiegato ai cronisti che governa senza mezzi (zero vigili urbani, zero servizi sociali) una comunità di 25 mila cittadini censiti e di 15 mila neri quasi tutti irregolari, ammettendo «Siamo tutti perdenti. Le forze dell’ordine sono pochissime sul territorio e assorbite o da Castel Volturno o da Mondragone e in questa striscia non ci vengono mai. Qui non c’è alcuna percezione dello Stato semplicemente perché lo Stato non c’è»; una spirale del degrado che ha una sola origine: l’abbandono del controllo del territorio, e la più totale mancanza di azioni che lo tutelino come un pezzo di Stato italiano –

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se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, considerata la gravità degli stessi, quali urgenti iniziative intenda adottare per arginare la forte illegalità oggi in essere sul territorio di Castel Volturno e Mondragone anche impiegando un commissario straordinario coadiuvato dai mezzi e dalle forze dell’ordine; se non ritenga opportuno attuare un censimento della popolazione straniera presente, compresa quella gestita dalle organizzazioni territoriali di assistenza; se e quali responsabilità ci siano nell’immissione di popolazione straniera presso la località Ischitella di Castel Volturno, Residence la Quiete nei giorni dal 30 giugno a tutt’oggi; se siano stati accertati i requisiti di rispondenza alle norme igienico sanitarie per tutti gli immobili destinati all’accoglienza degli immigrati e per l’uso cui sono stati destinati. (4-05651)

 

 

Per informazioni Mina Iazzetta 331 30 70 051

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