27 Ottobre 2020

“Piccolo dizionario del dialetto mondragonese”, il nuovo lavoro di Pasquale Schiappa.

Un nuovo lavoro di Pasquale Schiappa, dal titolo Piccolo dizionario del dialetto mondragonese, è in uscita in questi giorni a Mondragone. 

Il dizionario sarà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra personale di Claudio Di Lorenzo, allestita presso il Palazzo Ducale al Rione Sant’Angelo.

Si tratta del Piccolo dizionario del dialetto mondragonese, aggiornato e arricchito da note di grammatica redatte dallo stesso autore, che contiene centinaia di termini,  di alcuni dei quali finora non si conosceva il corretto e vero significato, e modi di dire propri del territorio.

Un atto di amore per Mondragone, come è tutta la produzione letteraria del prof. Pasquale Schiappa.

Il professore, legato al suo territorio, di cui è visceralmente innamorato e di cui da sempre studia la storia, i costumi, le tradizioni, i personaggi popolari e ne osserva e racconta le vicende contemporanee. Il tutto con occhio attento e con uno stile ironico e disincantato.

Il dizionario è frutto di un lungo lavoro di indagine e ricostruzione condotto da Pasquale Schiappa con il metodo della ricerca empirica.

“Si tratta di quell’attività d’indagine – commenta Schiappa – che scruta i dati rilevati dalla realtà e che sono facilmente controllabili. La ricerca è stata condotta soprattutto con interviste a persone anziane che non sempre sono disposte ad esprimersi in forma spontanea, utilizzando forme di lingua abituale, ma tendono ad adottarne altre che ritengono migliori o più adatte allo specifico evento comunicativo”.

“Il dialetto – ricorda ancora Pasquale Schiappa – continua ad essere ancora oggi la lingua dei poveri e degli emarginati. Le persone di un certo livello di istruzione, di solito, preferiscono la lingua italiana, riconoscendola come lingua di cultura, mentre l’uso del dialetto è riservato a chi spesso denuncia condizioni sociali in qualche modo segnate da svantaggio o da emarginazione o a chi è ancorato a modi di vita legati alla tradizione. Sono loro gli ultimi difensori della lingua dei nostri avi ed è in questo modo che il dialetto, per la sua spontanea espressività, contribuisce a far rivivere come giovane e vivace un mondo ormai al tramonto”.

Nel Piccolo dizionario del dialetto mondragonese, Schiappa spiega anche le origini etimologiche del dialetto e ne racconta l’evoluzione e gli inquinamenti subiti nel corso dei secoli.

Simpatiche ed incisive risultano le illustrazioni del Maestro Di Lorenzo, che completano il dizionario illustrando alcune delle voci più simpatiche e caratteristiche della lingua di Mondragone, come  atterifùtte (lucano: attelafόtte) ovvero “in un àttimo, immediàtamente, all’improvviso”, locuzione avverbiale forse da interpretare letteralmente come “gatto la fόtte”; con allusione alla rapidità del gatto, oppure da “(a) tiri e fόtti” che indica due azioni svolte in modo repentino e simultaneo, come ad esempio “friènno e magnànno“. O ancora come “scrippèlla” (crespèlla) – dal fr. crèpe – dolce nuziale, tipico mondragonese, a forma di spiràle, der. dall’abruzzèse “screppégne”, marchigiano “crespégna”  e “crispigne”; il termine deriva dal lat. “crispus”, increspato e indica la pasta raggrinzita e rugosa del dolce.

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