4 Dicembre 2020

Punto e a capo … e mai si comincia!

Pensieri sullo stato attuale delle cose in Italia

Il divario umano, mai colmato da che mondo è mondo, oggi si registra anche nelle Nazioni baciate dal progresso, dove i nati in ceti diversi avevano raggiunto lo stesso livello di vita decorosa, almeno sul piano umano. C’è chi si uccide, perché buttato in miseria dalle tasse, dopo una vita di lavoro onesto e di sacrifici. C’è chi, invece, sembra nato per sollazzarsi nel mestiere di gaudente senza spese.

E c’è, per grazia di Dio, una schiera di volenterosi, che cercano di stimolare ogni possibile ripensamento, onde ripianare i livelli: degli uni, affinché ricordino che la vita, in quanto dono di Dio non va gettata via e merita un sacrificio in più, degli altri, affinché aprano il cuore sul fatto che a quelle tragedie, che sono triste realtà e non manifestazioni di piazza, non sono estranei, direttamente o indirettamente. Ogni ripensamento, però, vuole un’adeguata presa di coscienza e spirito di solidarietà, altrimenti, come si vede, i tentativi urtano e s’infrangono contro i “ma” e i “però” delle opposizioni di parte. Che ci sia difetto di volontà verso una effettiva collaborazione è palese, forse, lavora  solo per mantenere lo status quo? E accade come recita il Vangelo: “Vi abbiamo cantato una nenia e non avete pianto, vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato…” Come dire:  vi abbiamo solleticati in ciò che avete di più geloso e sacro, la dignità, e avete chiuso gli occhi e le orecchie per non vedervi e non ascoltarvi, vi abbiamo chiamati in lizza a superare, voi, le incapacità altrui, voi, che così bene le condannate. E preferite continuare a blaterare e a stracciarvi le vesti in piazza.

Ora, la Nazione esige che tutti quanti, e bianchi e neri e grigi, così come eletti, vi rimbocchiate le maniche, sulla strada della risoluzione dei problemi del Paese, e lavoriate seriamente e non per rinviarli sine-die. Ne verrà un colore politicamente indefinibile, è vero ma, attivo ed efficiente, perché al popolo, pur diversamente colorato, stante l’inarrestabile conflittualità, importa avere un governo che governi, di “sapore” idoneo e non di dato “colore”. Purtroppo, quel che accade sul piano nazionale, si fa modello per gli Enti locali e anche nella nostra città. La quale, sempre in ansia di sviluppo e di progresso, si sente mancare il respiro nel ristretto orizzonte, spesso anche incontrollato, delle iniziative private. Eppure, cultura e capacità non mancano né il coraggio e l’ardire giovanile fanno difetto in ciascuno dei chiamati alla gestione di questo paesone, che da tempo si fregia del titolo di Città. Alla maniera antica, vi chiedo: perché continuate a convergere tutte le energie nel fare e disfare accordi e coalizioni? Perchè profondete tanta scienza a comporre e scomporre assetti amministrativi? Penelope aveva la sua “santa” motivazione, perché amava la sua casa e la famiglia, se di notte disfaceva la tela tessuta di giorno.  E qui non ci sono gli avidi Proci! Abbiamo, invece, un mare di virtù inutilizzate, però circoscritto e limitato; qui la tempesta, quieta in superficie, è inarrestabile e, sotto, congela i progetti o li dissolve, bruciando risorse e benessere per tutti, oltre il decoro degli aventi parte. E pensare che lo sviluppo ed il progresso dei territori comunali sono fondamento e garanzia della crescita nazionale.

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