29 Ottobre 2020

Reggia di Caserta: da una gestione statalista ad una gestione federalista. Ospitiamo le nozze di Naomi Campbell

Il capogruppo de “Il Popolo della Libertà” in Provincia di Caserta, Giovanni Schiappa in merito alla vicenda che vedrebbe tramontata la candidatura della Reggia di Caserta per le imminenti nozze di Naomi Campbell, a favore di altre location campane che offrirebbero la propria disponibilità, dichiara quanto segue: “Può davvero essere importante ospitare le nozze della Campbell all’interno della Reggia di Caserta, in quanto la gestione della Reggia si riflette immediatamente sull’immagine di Terra di Lavoro e, quindi,  auspicabile che questo bene di incommensurabile valore possa intraprendere un percorso di gestione un po’ meno “ministeriale”, tenendo conto dei riflessi positivi che potrebbero derivarne in termini di immagine.

La Reggia di Caserta potrebbe ben essere utilizzata per matrimoni di rilievo, ponendo un adeguato controvalore da destinare ad opere di restauro.

Il fatto che da numerose settimane ci si interroga sull’eventualità o meno di ospitare il matrimonio di Naomi Campbell ci riporta inevitabilmente alla vicenda dei Borbone a cui tale location fu negata.

La presunta “aggravante storica” che ne potrebbe derivare, a nostro avviso, non deve ancor più rafforzare la squadra dei contrari al matrimonio della modella di fama internazionale, bensì potrebbe essere una vera e propria scelta “riparatrice” rispetto al passato. La Comunità casertana e dell’intera provincia, oggi più che ieri, sente l’esigenza di pensare alla Reggia, nel rispetto della sua tutela, quale motore dello sviluppo territoriale e non certamente come simulacro di una gloria che fu.

Concordo con il Vice Presidente della Giunta Regionale on. De Mita quando afferma che il matrimonio di Naomi Campbell potrebbe essere soltanto l’inizio di una azione strategica di rilancio che aprirebbe tale opportunità ad altri vip.

Tutto ciò, ovviamente, se l’obolo da corrispondere per la realizzazione dell’evento sarà fissato in termini adeguati e con massimo  rispetto per il bene stesso, tanto da poter avere un doppio effetto: scremare i potenziali fruitori e, all’indomani degli eventi, promuovere interventi di restauro praticamente gratis che dimostrerebbero immediatamente i risultati prodotti da tale azione di sviluppo strategico.

Certamente non  possibile ipotizzare che la Reggia di Caserta perda la sua destinazione di bene culturale di primario livello, ma soltanto che una gestione attenta anche ai grandi eventi – ricordo il G7 – non può che amplificare e rafforzare il nostro sistema turistico.

Mi auguro che il matrimonio di Naomi Campbell possa essere ospitato nella Reggia di Caserta e non altrove, in quanto negare la Reggia alla Campbell significherebbe rinunciare ad una pubblicit di livello mondiale della nostra provincia.

La necessità di concertare alcune decisioni inerenti i Beni Culturali con una cabina di regia territoriale, così come più volte affermato a ragione dall’on. Riccardo Ventre già Presidente della Provincia di Caserta, in un clima di federalismo troppo spesso invocato da altre parti della penisola, favorirebbe una sana gestione più “territoriale” senza venir meno alle giuste e necessarie esigenze di tutela, facendo si che i Beni Culturali possano diventare veri e propri motori economici di promozione del nostro territorio.

Anche l’Amministrazione Provinciale di Caserta, in tutto questo, dovrebbe poter esprimere le proprie linee di indirizzo senza certamente  sovrapporsi all’egregio lavoro svolto dalla Soprintendenza Architettonica. La Reggia è tale anche perché vive nel nostro territorio”.

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