24 Ottobre 2020

Reinserimento lavorativo per ex tossicodipendenti

Si chiama RELI (Reinserimento lavorativo integrato) il progetto promosso e finanziato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa prevede una durata di due anni, con possibilità di finanziamento per un’altra annualità sulla base dei risultati raggiunti. Si punta all’attivazione di una rete di comunità e di cooperative sociali in grado di promuovere concrete opportunità lavorative.

Il Progetto RELI ha lo scopo di rilanciare, promuovere e diffondere un nuovo modello di riabilitazione delle persone tossicodipendenti presenti all’interno delle comunità terapeutiche.

Tra questi i Servizi per le Tossicodipendenza (SerT); le Cooperative Sociali di tipo B e loro Consorzi; le Fondazioni e le Associazioni Onlus. Quindi un indirizzo per tutte le Associazioni di promozione sociale che abbiano unità operative interne o programmi specifici di reinserimento. Conivolte tutte le attività che sappiano coniugare imprenditorialità e solidarietà sociale, per creare nel medio e lungo periodo condizioni virtuose di autofinanziamento.

I soggetti interessati alla partecipazione al Progetto RELI dovranno presentare una proposta di progetto esecutivo territoriale.

Da seguire le indicazioni contenute nel Bando ed utilizzando l’apposita modulistica disponibile sui siti Dronet.org e Regione Sardegna.

“Non essendo i destinatari del progetto RELI – commenta l’Assessore alle Politiche Sociali Alessandro Rizzieri – l’auspicio di questa nota informativa, che sarà diffuso anche con un manifesto pubblico, è quello di stimolare la sensibilità e l’interesse da parte di Comunità Terapeutiche, Cooperative sociali di tipo B e loro consorzi, Fondazioni, Associazioni Onlus, Associazioni di promozione sociale e SerT che abbiano sviluppato al loro interno unità produttive o programmi specifici che coniugano solidarietà sociale e imprenditorialità. La mia grande aspettativa è che dal territorio possano nascere diversi progetti finalizzati, concreti e reali, che offrano una speranza di reinserimento lavoro dentro cui ritrovare le stesse motivazioni per una qualità di vita degna di essere vissuta. A ciò si aggiunge l’auspicio che i soggetti interessati alla predisposizione dei progetti finalizzati possano e sappiano costruire una rete tra le diverse specificità di ogni partecipante”.

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