9 Dicembre 2019

Riciclo, Mondragone al 520° posto tra i Comuni

Mondragone si conferma un comune poco attento al Riciclo.

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune sul riciclo e sulla raccolta differenziata.

Il 520° posto di Mondragone su 550 nella classifica di Legambiente Campania sui Comuni Ricicloni XIV edizione 2018, è un’altra dimostrazione della condizione disastrosa della nostra città. La percentuale di raccolta differenziata ancora ferma al 38,45%.

Per correttezza occorre precisare che il rapporto considera l’anno 2017 e 6 mesi sono pochi per valutare appieno l’azione dell’amministrazione Pacifico. Per un giudizio complessivo attendiamo dunque l’edizione 2019.

Qualche considerazione va comunque fatta. Non è l’assessore delegato che può essere messo sotto accusa, in totale solitudine da un anno e mezzo cerca di fare del proprio meglio in condizioni disastrate. E non va, inoltre, dimenticato che stiamo parlando di un settore complesso, da decenni in condizioni quasi proibitive. Di fatti, eredità dei lunghi anni di Conte e del centrodestra, consegnati già alla storia come altamente criminogeni per l’ambiente, la politica e la legalità.

Va, tuttavia, registrato il fatto che Pacifico, non abbia ancora saputo mettere in campo e far discutere al consiglio comunale e alla città un progetto di cambiamento nella gestione dei rifiuti. Magari troppo mpegnato, in coppia col pifferaio tragico, a condurre in tournée la cummitiva accussi allera, fatta di sindaci, di rotary e di nuovi Lazzaro.

Stop ad evasione della tassa rifiuti.

Nei giorni scorsi la Campania è stata la passerella governativa delle due facce giallo-verdi in perenne azione di propaganda. Tutti ignari del nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, approvato proprio per archiviare progressivamente discariche e termovalorizzatori.

L’AMBC quando ebbe la possibilità di parlare in campagna elettorale con Pacifico di rifiuti (prima della lettera scarlatta) propose una politica comunale incentrata sulla riduzione degli stessi. Per quale motivo non si procede con un progetto comunale di lotta allo spreco di cibo? Perché non si avvia una totale smaterializzazione di tutte le procedure amministrative e non solo? E perché non ci si impegna da subito a bandire la plastica in città, iniziando dagli uffici pubblici?

Sul superamento dell’uso e getta, sull’incentivo del vuoto a rendere, su una raccolta differenziata di qualità in grado di raggiungere l’80% e quindi, sulla rigenerazione dei materiali (economia circolare). Ovviamente questa politica deve necessariamente considerare l’importanza dell’impiantistica di riciclo.

Ma quale progetto ha Pacifico per promuovere politiche di prevenzione, a partire dalla tariffazione puntuale (l’obiettivo della tariffa puntuale è il principio del ‘chi inquina paga’), per attivare politiche di riuso e per cantierare azioni in favore del compostaggio per riciclare l’organico differenziato? E quale compostaggio vuole sviluppare?

Ce lo dice anche il rapporto di Cittadinanza Attiva.

L’AMBC condivide, per esempio, quanto sostenuto dal presidente nazionale di Legambiente, il quale pensa che la tecnologia più avanzata per produrre compost per terreni agricoli e florovivaistica è la digestione anaerobica che, al contrario del compostaggio tradizionale, produce biometano, fonte rinnovabile da utilizzare nell’autotrazione o da immettere nella rete del gas con cui cuciniamo in casa o produciamo calore per riscaldare gli edifici.

E’ del tutto evidente che occuparsi dei rifiuti significa anche (se non preventivamente): bonificare le discariche abusive che ammorbano il territorio, praticare tolleranza zero nei confronti degli evasori ed elusori della tassa sui rifiuti (è utile dare uno sguardo al rapporto sulla tassa per i rifiuti di Cittadinanzattiva) e non dare tregua ai delinquenti che continuano ad abbandonare i rifiuti per strada o addirittura ad incendiarli. Ma da Pacifico su tutto questo in tanti mesi neppure una parola.

Occuparsi dei rifiuti non può sicuramente ridursi, caro sindaco, ad andare a rimorchio dei soliti carrozzoni consortili e d’area vasta. Oppure limitarsi a far rispettare burocraticamente un capitolato vetusto. Per altro senza riuscirci. E occuparsi seriamente di rifiuti significa farlo anche in termini culturali e organizzativamente in modo trasversale ai diversi settori/assessorati: un articolo di Maria Assunta Cavallo, ha evidenziato – per esempio – come il nuovo servizio di refezione scolastica per ora ricorra ancora all’usa e getta. Altrove, invece, si è già all’opera contro la plastica monouso.

fonte: mondragone.benecomune@gmail.com

portavoce: gianni pagliaro

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