19 Ottobre 2020

Eccidio delle Cementare, cerimonia nella Chiesa di San Michele Arcangelo.

Nella Chiesa di San Michele in memoria dei 17 giovani uccisi dai nazisti il 28 ottobre del 1943.

Uno speciale convegno tenuto questa mattina, 28 ottobre 2010, con inizio alle ore 9.30, nella Chiesa di San Michele Arcangelo in Mondragone, alla presenza di autorità religiose, civili e militari per ricordare il sacrificio di 17 giovani mondragonesi uccisi durante l’occupazione nazista del 43-45, alle Cementare, sulla antica via Appia.

Studenti e docenti delle scuole di Mondragone, insieme per ricordare il tragico evento che segnò la storia di questa città.

Organizzata dall’Associazione Rione Sant’Angelo, la manifestazione ha fatto registrare una buona partecipazione. Dopo l’introduzione di presidente dell’Associazione e il saluto del sindaco della città, dott. Achille Cennami, la relazione più consistente è stata quella della professoressa Filippa De Gennaro, docente di Fliosofia e Storia del Liceo Scientifico “G.Galilei” di Mondragone, frutto di un lavoro di ricerca di studenti delle scuole d’obbligo e superiori della città.

Contributi spontanei o frutto di uno studio dell’argomento sono venuti dai bambini delle scuole elementari e ragazzi delle scuole medie. Presentati disegni, poesie, lavori personali o di gruppo. Vi ha partecipato anche padre Antonio Rungi, teologo morale campano, docente di filosofia e pedagogia al Liceo di Mondragone, con le studentesse della Quinta A del Liceo Socio Psico Pedagogico.

Da tutti un forte grido: “No alla guerra e a qualsiasi violenza“.

“Segno evidente – ha detto padre Antonio Rungi – che lo studio dei tragici eventi dell’ultima guerra ha segnato la memoria dei giovani allievi delle scuole cittadine. che, da questa triste esperienza a livello mondiale, appresa sui banchi di scuola, visto che sul territorio italiano da 65 anni non ci sono state guerre, quanto abbiano sofferto i loro padri e nonni durante l’ultimo conflitto mondiale, di cui l’eccidio delle Cementare in Mondragone è una goccia del grande mare dell’efferatezza del genere umano, quando perde il senno della ragione, generando mostri come quelle di un conflitto senza senso e senza motivo, come tutte le guerre che l’umanità ha combattuto da sempre”. 

Il tragico fatto di sangue avvenne in località “Cementare” da qui ha preso il nome dell’eccidio Mondragone, sulla strada che all’epoca conduceva a Falciano del Massico.

Molti mondragonesi si rifugiarano a Falciano del Massico, per scampare alle barbarie della guerra ed alle deportazioni, visto che Mondragone era teatro di azioni militari. Alcuni regolarmente tornavano in città, pur tra mille pericoli per rifornirsi di viveri per controllare le loro case abbandonate. La mattina del 28 ottobre del 1943 i nazisti trovarono un loro commilitone ucciso presso la Starza. Subito scattò la rappresaglia. I tedeschi, fermarono e condussero in una cava, diciassette giovani che cercavano di ritornare a Falciano ove erano sfollati i loro familiari. Addossati ad una parete di tufo furono fucilati. La loro tomba fu la cava che, minata, crollò sui giovani corpi. Altri civili massacrati dai nazisti, portano a 54 le vittime di quella giornata.

La memoria di queste vittime, martiri dell’orrore della seconda guerra mondiale, è stata rinnovata nella celebrazione eucaristica, che ha fatto seguito al convegno sull’eccidio delle Cementare e officiata dal parroco, don Roberto Guttoriello. “Il 28 ottobre è diventato il giorno della memoria per la città di Mondragone – ha detto padre Rungi – di quanto male possa fare ogni guerra estinguendo nel cuore degli uomini la speranza del domani se a morire sono sono soprattutto i giovani e giovani del Sud come anche i recenti fatti dell’Afghanistan ci ricordano!”.

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