24 Ottobre 2020

Ridate la linea telefonica alle frazioni di Carinola.

Un'intera zona senza telefono da oltre un mese.

“Ridate la linea telefonica alle frazioni di Carinola. Un’intera zona senza telefono da oltre un mese. Sostegno alla popolazione e alle iniziative del parroco, don Paolo Marotta“, è quanto dichiara padre Antonio Rungi, teologo morale campano, religioso passionista in una Nota personale sulla questione.

“Da oltre un mese e precisamente dal 22 ottobre 2010 varie frazioni del Comune di Sessa Aurunca, in particolare San Donato, – precisa padre Rungi – sono senza telefono fisso. Si tratta di una situazione di estremo disagio in quanto in questa vasta area del Comune di Carinola, diocesi di Sessa Aurunca, sono tanti gli anziani e gli ammalati  che sono praticamente isolati, in quanto oltre a non avere telefono non sanno usare i cellulari”. 

Per risolvere il grave disagio si attiva la popolazione locale e la parrocchia con in prima fila il parroco della zona, don Paolo Marotta.

“La situazione è diventata insostenibile – afferma il sacerdote – e la popolazione è esasperata. La cosa che più sorprende è che la Telecom ha risposto che non hanno i soldi per rimettere questi 400 metri di cavo rubati”. E da qui un appello rivolto alla comunità nazionale “Sosteneteci tutti”.

Intanto sono state avviate varie iniziative per porre all’attenzione dei responsabili questa grave carenza di servizio telefonico su rete fissa. Una manifestazione è indetta per domani, mentre familiari, parenti e conoscenti si sono attivati per essere vicino ai propri anziani e ammalati assicurando loro il supporto dei telefoni cellulari. Ma in zona negozi ed altre attività, lo stesso servizio di Internet non viene assicurato da oltre un mese.

Da parte sua la parrocchia propone un servizio di volontariato per non far mancare l’aiuto e il supporto logistico necessario agli anziani ed ammalati. Persone, che senza telefono fisso sono completamente isolati dai parenti e dal resto del territorio. Neppure le emergenze possono essere assicurate in caso di pronto soccorso o di richiesta di intervento delle forze dell’Ordine. Le autorità civili si sono mosse, come pure quelle militari, ma la risposta dell’Azienda che cura il servizio nella zona si fa attendere. C’è da chiedersi. possibile che per 400 metri di cavo rubati si resta un’intera popolazione senza telefono per oltre un mese? C’è anche da chiedersi, come è possibile che si rubi in zona una quantità consistente di filo telefonico, determinando un disagio enorme in tutta la popolazione?

“Chi è stato o chi sono stati dovrebbero passarsi la mano sulla coscienza e consegnare quanto prima i fili rubati” – auspica padre Rungi.

Ma chissà quale fine hanno fatto. Intanto diverse centinaia di cittadini, soprattutto della terza età e allettati, stanno soffrendo per la mancana di un servizio indispensabile come quello telefonico, pagando anche il canone. Le associazioni dei consumatori si sono attivate per arrivare ad una soluzione in breve tempo.

Cosa promessa da diversi giorni, ma finora non ha visto ancora la soluzione attesa. Il sostegno all’iniziativa del parroco, don Paolo Marotta, arriva da ogni parte e da varie autorità, in primo luogo dal pastore della Chiesa locale di Sessa Aurunca, monsignor Antonio Napoletano, preoccupato per questo disservizio, segnalato dal parroco che si fa portavoce del disagio della popolazione. Durante la sua recente visita pastorale svolta proprio nella Forania di Carinola, il Vescovo ha preso atto delle tanti difficoltà che caratterizzano questo territorio della Diocesi, abitato da soli anziani e ammalati, in quanto la maggior parte dei giovani deve trasferirsi altrove in assenza di lavoro.

Di conseguenza le persone anziane o allettate si trovano sole e in assenza di un servizio come quello del telefono, anche abbandonate e isolate dal resto del mondo. “Da qui la necessità di riattivare presto il servizio -chiede padre Rungi- anche per l’inverno alle porte, per le feste natalizie imminenti, per far sì che gli anziani possano almeno ricevere una telefonata dai propri cari lontani”.

Si confida in una soluzione in tempi strettissimi dopo queste ulteriori denunce e segnalazioni da parte di chi deve risolvere il problema e non lo fa da oltre un mese, forse anche per comprensibili problemi di carattere economico e gestionale dell’Azienda.

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