18 Luglio 2019

Trilussa, ma non è soltanto un gioco di parole

Ma quanto aveva ragione quel Trilussa!

Tutte le cose che ci siamo abituati a valutare secondo quantità richiedono un’attagliata unità di misura e, per poterle inquadrare in un discorso semplice, come a dire: renderlo accessibile alle persone semplici, usiamo fare la “media”: Si che tutti quanti possono riferirsi a un unico campione di misura. Ma quanto aveva ragione quel Trilussa!

Per la statistica -diceva- c’è chi mangia un pollo e chi ne mangia due; se ci metti insieme un altro abituato a star digiuno, tutti e tre avranno mangiato un pollo per ciascuno. Nella vita reale è proprio vero. Per l’uomo rincalluzzito nel vizio di mangiare tutti i giorni puoi adottare una unità di misura, specifica per chi mangia tanto”poco” e chi mangia tanto “tanto”; ma anche una unità di misura media per poter dire che tutti mangiamo la stessa quantità, ogni volta. In tale certezza matematica e sulla base di parametri attendili, facciamo un esempio. Per i politici di destra, i quali mangiano per mille e per quelli di sinistra, che stanti all’opposizione mangiano la metà, calcolando la media, possiamo affermare che millecinquecento italiani, di cui  millequattrocentonovantotto sono quelli che …tirano la cinghia, più due rappresentanti dei due versanti politici anzidetti, mangiano ogni giorno a sazietà. Se poi fai le debite proporzioni aritmetiche, con i valori reali, trovi quanti milioni di abitanti su questa terra, con i loro digiuni danno da mangiare a pochi eletti. I quali di null’altro merito possono fregiarsi che quello d’avere assicurato a se stessi il posto, vita natural durante. Attenzione, però, che proprio i più, quelli che digiunano, gli danno i voti a iosa, con l’intima speranza che un giorno qualche cosa a loro avanzi e in parte anch’essi possono sfamarsi.

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