28 Settembre 2020

Emilio Sorrentino (PD), risponde a Progetto Democratico

In riferimento ai continui attacchi della ex lista civica Progetto Democratico mi preme precisare quanto segue. Ritengo davvero molto strano che qualcuno possa oggi rivendicare l’appartenenza ad una  lista fantasma, scomparsa appena approdata in Consiglio comunale, e utilizzi questa debole maschera per nascondere la propria identità.

L’intervento in difesa dell’operato del mio Segretario provinciale di partito che, con un provvedimento improvvido e verticistico, ha commissariato il PD di Mondragone, appare non solo ingiustificato, ma anche “anonimo”, stricto e lato sensu. Ricordo a tutti che, per dirimere le controversie interne al mio partito, esiste una Commissione di garanzia, eletta regolarmente nell’Assemblea del 26 sett. 2011, composta da sette professionisti -sino a prova contraria- competenti, onesti ed obiettivi, che saranno perfettamente in grado di giudicare correttamente sull’episodio, senza alcun bisogno di essere “tirati per la giacca”.

Sul piano personale risulta lapalissiano sottolineare che le mie opinioni, seppur discutibili, rappresentano l’espressione di un percorso politico individuale, vissuto nel rispetto di valori irrinunciabili quali la coerenza e l’onesta intellettuale.

Non mi pare inoltre assolutamente scandaloso chiamare in causa l’on. Mario Landolfi in questa vicenda; non si voleva in alcun modo invocarne la testimonianza, ma, al contrario, ricordare a qualcuno dalla memoria corta il suo discorso pubblico tenuto in piazza Umberto I il 7 ott. 2011, nel quale il Parlamentare intese dare una lezione di moralità all’ex sindaco A. Cennami, svelando il tentativo di quest’ultimo di realizzare un ribaltone con la complicità di Consiglieri di destra.

I cittadini di Mondragone, per i quali occorre avere rispetto e fiducia, avranno la saggezza per giudicare se sia stato giusto porre fine ad un’amministrazione che non aveva più i numeri per governare e la cui massima aspirazione era quella di “tirare a campare”, con enormi danni per la città, e se sia stato utile rinunciare alle nostre “poltrone” per far spazio ad una nuova generazione che possa riuscire davvero a far rifiorire il nostro territorio, restituendolo alla sua vocazione ideale, cioè quella turistica e agricola, e al suo ruolo di protagonista dello sviluppo ancora tutto possibile di una costa meravigliosa.

Spero che con questo chiarimento possa finalmente chiudersi questa pagina non esaltante della politica mondragonese, e invito i protagonisti in campo, a concentrare tutte le forze, le energie e le intelligenze migliori, per la prossima tornata elettorale. Siamo chiamati tutti ad un compito difficile che richiede responsabilità e lungimiranza.

Emilio Sorrentino, componente della Direzione provinciale del PD.

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