27 Ottobre 2020

Antonio Taglialatela interviene sul recente Rimpasto a Mondragone.

Rimpasto? Intervenga Alfano sulle illegalità della 'maggioranza immigrata' con una Commissione di Accesso.

All’indomani delle dimissioni del Vicesindaco di Mondragone Anna Barbato, interviene Antonio Taglialatela sulle anomalie del Rimpasto.

Il Coordinatore dei Socialisti ha diramato una nota ufficiale al Ministro degli Interni, Angelino Alfano per chiedere l’invio di una Commissione di Accesso al fine di verificare le attività dell’attuale maggioranza consiliare.

Attività ritenute non conformi alle risultanze delle consultazioni elettorali di maggio 2012. Infatti all’indomani delle dimissioni del Vicesindaco Anna Barbato, ci si interroga sulla della legittimità rispetto anche alla mancata approvazione, da parte del Consiglio Comunale, delle modifiche delle linee guida di mandato.

Una situazione paradossale che vede oltre il tradimento della volontà popolare, l’assenza di un preciso programma amministrativo che giustificasse, almeno sulla carta, i punti dell’intesa del famigerato patto per il “bene per la città”, dopo un anno appena trascorso.

A Mondragone, si parla di rimpasto ma in realtà è un “rinfresco” di nuove poltrone in arrivo che, all’indomani delle dimissioni del Vicesindaco Copia e Incolla, sancisce la fine del ribaltone cittadino – afferma duramente il coordinatore dei Socialisti Antonio Taglialatela -.

Per questo motivo politico di fondo abbiamo detto qualche giorno fa “dimettetevi tutti” e oggi, coerentemente a quanto affermato, abbiamo deciso di inoltrare una nota ufficiale al Ministro Alfano per chiedere l’invio di una Commissione di accesso al fine di verificare se le attività dell’attuale maggioranza consiliare, assolutamente non conforme alle risultanze delle consultazioni elettorali del 6 e 7 maggio 2012, siano ancora legittime rispetto anche alla mancata approvazione, da parte del Consiglio Comunale, delle modifiche delle linee guida di mandato, a distanza di un anno dal “ribaltone” che ha determinato il cambio di una maggioranza consiliare, sancendo un palese tradimento della volontà popolare, in dispregio di normative e regolamenti in materia.   

Una “maggioranza immigrata” e cosa fa il Ministro Alfano?

il Ministro invece di fare show in Prefettura sul problema Pescopagano, deve prendere atto che a Mondragone e non Castel Volturno è stato commesso un furto di democrazia, un’azione contro ogni principio e norma esistente, inoltre, dopo il ribaltone, la nuova maggioranza non ha mai approvato il programma politico amministrativo, disattendendo quanto sancito dal Dlgs 267/2000 che afferma che entro il termine fissato dallo statuto, il sindaco sentita la giunta, deve presentare le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato, al Consiglio comunale, il quale deve a sua volta approvarlo.  

Esortiamo il Ministro Alfano ad applicare la legge, all’indomani delle dimissioni del Vicesindaco Barbato, sull’illegittimo ribaltone politico mondragonese. Ad oggi non si conosce un solo atto amministrativo che risulta essere propedeutico al “governo di scopo”. Si abbia la responsabilità di prendere atto del fallimento dello stesso ribaltone, una indegna anomalia rispetto a tanti anni di storia politica cittadina.

Un episodio frutto della necessità di sopravvivenza personale del duo “Schiappa-Cennami”, a danno degli interessi di ogni cittadina e cittadino di Mondragone. 

A Noi e alla Città i punti dell’accordo e del programma dell’attuale amministrazione abusiva sono questi: situazione di dissesto economico e finanziario formale, gestione a singhiozzo del ciclo dei rifiuti, assenza di un piano industriale della Raccolta differenziata ferma al 30%, aumento indiscriminato della Tares-Tari a danno del contribuente cittadino e operatore commerciale, pasticcio sull’addizionale Irpef, sperperi fondi pubblici grazie a “patrocini allegri”, mancata bonifica della Cantarella, Piano Spiaggia finito nel dimenticatoio, PUC tenuto dentro il cassetto di qualche scrivania, incapacità di attrazione sui finanziamenti pubblici regionali e comunitari (progetti bocciati e  presentati fuori tempo), strade cittadine colabrodo, vigili stagionali con i “soliti titoli”, rilancio economico e turistico solo attraverso slogan elettorali…

Oggi anche quei cittadini che avevano riposto fiducia in totale buona fede si sono ricreduti con questi pseudo politicanti soprattutto perché la Città è ancora all’oscuro sulle linee programmatiche di questo presunto “patto per la città”.

Oramai è agli occhi di tutti che la politica, questo modo di fare politica, è fallito. Dimettetevi tutti!

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