24 Ottobre 2020

Beatificazione, tutti Santi nel progetto di Dio

Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, emozione forte da parte di tutti

Il primo maggio scorso abbiamo assistito alla Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II.  I mezzi di comunicazione hanno parlato di circa centomila persone presenti in Piazza S. Pietro e Via della Conciliazione; ma quanti milioni di spettatori hanno preferito o dovuto accontentarsi di seguire la celebrazione per televisione?

In ogni caso l’emozione è stata provata intensamente da tutti: “urbi et orbi”. Non c’è persona al mondo che non abbia espresso il suo profondo “affetto”  verso questo Papa nonché il proprio incontestabile rispetto, misto ad ammirazione e gratitudine particolarmente all’uomo e universalmente al servo di Dio; per l’opera svolta in ben ventisette anni dinamicamente “in solio”.

Tanta, ma tanta gente ha ascoltato la storia di Karol Wojtyla oltre che di Papa Giovanni Paolo II.

Ecco, si è raccontato di un uomo tra gli uomini, la cui biografia si racconta come quella di ogni ragazzo, poi giovane, poi operaio e, quindi, del sacerdote. Ci siamo chiesti: è quel suo essere prima o dopo l’elezione a Papa che l’ha fatto Santo? Se ho capito bene, da quello che mi hanno insegnato fin dalla infanzia, sia mia madre e sia la scuola, so che ogni essere umano porta in sé il seme della santità. La massa popolare dei fedeli di tutto il mondo, invero, ha rivolto maggior attenzione a questo Papa dopo che ha subito l’attentato.

Cominciammo allora a convincerci di avere un grande Papa, un grande Pastore amante del suo gregge, cui dedica tutto se stesso: pensieri, parole e opere, senza distinguerne l’appartenenza, men che meno la razza o il colore della pelle o la posizione sociale. Un Pastore vero che guida e cura  il suo gregge perchè lo ama. Ama singolarmente, uno per uno, perché in ciascuno  riconosce un fratello, in quanto è nato fra essi, é cresciuto ed ha sofferto con essi.

Egli, con il prossimo divenuto poi il suo gregge, esposto a tutte le variazioni del tempo della storia, vi ha subìto e fronteggiato e condiviso, spiritualmente e fisicamente, tutte le condizioni che naturalmente impone il suo imperversare in ogni luogo, sulla faccia della Terra. Egli, Karol Wojtyla, sì che ha favorito la crescita di quel seme di santità, ma ne ha coltivato i germogli, con il proprio lavoro e con la propria sofferenza, a tutte le età della sua vita. E non solo, ma è andato a spargerne il profumo in ogni angolo della Terra e fra tutti i popoli, affinché ne godessero e rafforzassero ogni loro speranza.

Lo sappiamo che quel seme di santità ce lo portiamo dentro tutti quanti, ma non tutti vi ravvisiamo i germogli, quando stanno per spuntare in quel che pensiamo, in quel che facciamo, vi badiamo solo nelle condizioni di spettacolarità estrema.

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