8 Aprile 2020

Un bene della camorra alla collettività di Mondragone

«Finalmente una bella notizia» – così esordisce il presidio locale di LIBERA, associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

villa nina mondragone
villa nina mondragone

«Un bene simbolo della ricchezza ostentata dalla camorra affidato al Comune di Mondragone ed alla sua cittadinanza. Villa Nina, uno stabile enorme nel centro della zona mare, già di proprietà di Giacomo Diana, imprenditore dei rifiuti ritenuto affiliato al clan La Torre, verrà utilizzata per trasferire la mediateca, biblioteca e ripartizione socio – culturale dell’Ente pubblico.

Dei 5 beni affidati al Comune, questo è non solo l’ultimo in ordine di tempo ma anche quello più imponente.

«Questo avvenimento non può essere solo una notizia ma deve diventare un “atto” della lotta alla camorra» – afferma il presidio F. del Prete di LIBERA. Per renderlo tale proponiamo che da subito, per un periodo ed in orari prestabiliti, tutti i cittadini possano visitarlo e verificare l’importanza della confisca dei beni quale azione concreta di lotta alla malavita organizzata. Non solo, a nostro avviso ed in sintonia con la destinazione d’uso prevista, proponiamo che in quel bene l’Amministrazione comunale istituisca la “Casa delle Associazioni”.

Questa iniziativa, già sperimentata in tante realtà, è un luogo in cui tutte le Associazioni della Città (escluse le associazioni politiche) possono usufruire gratuitamente di uno spazio, una sede e le strumentazioni per le loro attività. Una occasione di incontro, di rete, di condivisione e di osmosi dell’associazionismo locale. Inoltre, considerati gli spazi, questo luogo ( a cui dovrà anche essere dato un nome degno) potrebbe anche essere quel Centro di aggregazione giovanile che miseramente fallì per mano di ignoti ladri e disinteresse di tanti. In ultimo potrebbe essere l’occasione per mettere a disposizione dei giovani che volessero intraprendere attività di lavoro cooperativo, il luogo di formazione per avviarli nell’impresa.

Un incubatore di impresa di cui tanto si sente la necessità nella disastrata economia locale. Facciamo appello al Sindaco ed alle Istituzioni affinché questo bene confiscato ed affidato all’Ente non abbia la stessa sorte degli altri due non utilizzati e possa essere il centro di una ripresa culturale e di coscienza civica. Alle Associazioni, con cui speriamo di incontrarci presto, lanciamo l’invito a condividere, se lo ritengono, la sfida a rompere gli steccati e lavorare in sinergia per i giovani ed il risveglio dell’etica civica.»

LIBERA, Associazioni nomi e numeri contro la mafie
Presidio “Federico del Prete”
MONDRAGONE

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