26 Ottobre 2020

Padre Antonio Rungi: “Il Centro Laila fulcro dell’accoglienza a Mondragone”.

Un intero convento destinato all'accoglienza dei bambimi rom.

Un ex convento dei Padri Passionisti a Mondragone da 4 anni è stato destinato a casa di accoglienza per bambini rom ed extracomunitari. A concretizzare questo sogno a favore degli immigrati e rom del litorale domizio fu padre Antonio Rungi, che nella qualità di Superiore provinciale dei Passionisti  della Campania e del Lazio Sud del tempo; con il permesso del Superiore generale della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, destinò il convento di Mondragone a casa di accoglienza per minori di colore o provenienti dai paesi extra-comunitari.

Da allora il sogno è diventato realtà, tanto che oggi la struttura accoglie circa 30 bambini e alcune famiglie. “Per accedere alla nuova casa ai bambini rom non sono richieste impronte ma solo il linguaggio dell’amore“. – scrive Padre Rungi.

“La Curia provincia dei Passionisti di Napoli, di cui ero il primo responsabile come superiore provinciale, ha destinato l’intero convento dei passionisti di Mondragone, non più occupato dalle scuole statali, a scopi umanitari e in particolare per accogliere i bambini rom ed extracomunitari”, si legge nella nota.

“Un segno di apertura e di accoglienza che va oltre le polemiche di questi giorni” – precisa padre Rungi – “circa  le espulsioni degli extracomunitari o delle impronte da prendere ai bambini rom di cui si è parlato lo scorso anno. Qui l’unica impronta che si vuole dare è solo quell’amore e dell’apertura ai piccoli facendo tesoro dell’insegnamento di Cristo. L’estate è soprattutto accoglienza e disponibilità verso coloro che non potendosi permettere una casa, hanno trovato nei Passionisti di Mondragone e nel Centro Laila – evidenzia padre Antonio – un punto di riferimento importante lungo il litorale Domiziano.

La casa dei bambini e dei piccoli rom extracomunitari in generale è una realtà a Mondragone per merito dei religiosi passionisti e per disponibilità e generosità di un uomo, come Angelo Luciano, che ha fatto dell’accoglienza ai bambini di colore ed extracomunitari il motivo principale della sua vita, coinvolgendo in questo progetto umanitario l’intera sua famiglia e parentela.

La nuova finalizzazione della struttura conventuale si è potuta concretizzare nell’arco di due anni di intenso lavoro, fa osservare padre Rungi.

“Fin dal 2006,, infatti – spiega il religioso – il Centro Laila ha attivato presso la nostra struttura, le varie iniziative che solo quest’anno sono andate a pieno regime. Nel convento dei passionisti sono ospitati bambini provenienti da vari nazioni del mondo. Un centro di accoglienza internazionale, interculturale, interreligioso, diretto da Angelo Luciano, l’ideatore di questa iniziativa, impegnato in questo settore da oltre 30 anni, con altri centri in provincia di Caserta. Nella collaborazione con le attività del Centro Laila, con il coinvolgimento nell’opera formativa dei religiosi passionisti, proprietari della struttura, nonché responsabili della parrocchia san Giuseppe Artigiano si vedono i frutti di questa nuova forma di collaborazione tra enti religiosi e associazioni di volontariato. In fase di ulteriore miglioramento la struttura conventuale per renderla sempre più accogliente per le esigenze dei piccoli, che provengono da varie nazioni e culture”.

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